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È finita l’egemonia del Pd Il futuro è nelle liste civiche

Davide Bonesi
È finita l’egemonia del Pd Il futuro è nelle liste civiche

Per Fiscaglia spunta l’ipotesi di coalizione fra il vicesindaco Tosi e la Lega A Ostellato il candidato di centrosinistra uscirà fra i tre esponenti del “No”

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La fusione alla fine non è andata in porto e così le voci del futuro politico delle due comunità raddoppiano, con poche certezze se non quella dell’addio del Partito democratico, che dopo aver governato per decenni i territori di Fiscaglia (prima Massa, Migliarino e Migliaro) e Ostellato, non si presenterà in maniera ufficiale alle elezioni amministrative in programma la prossima primavera.

addio pd

Sì, perché la fusione tra Fiscaglia e Ostellato non era un progetto unicamente del Partito democratico, ma la vittoria piuttosto netta del “No” è stata vista come una sconfitta del Pd, che già non attraversa un momento felicissimo a livello nazionale. Questo non significa che il partito che a lungo ha governato la maggior parte dei Comuni della nostra provincia non sarà presente alle elezioni, ci mancherebbe, solo è certo si presenterà sottoforma di liste civiche con altri alleati, per fermare l’avanzata implacabile della Lega, partito sempre più forte nel nostro Paese, reduce da un risultato convincente nel Ferrarese alle ultime elezioni di marzo.

qui fiscaglia

Politicamente la situazione più ingarbugliata appare quella nel Comune che ancora deve digerire del tutto la precedente fusione. Il Pd può ripresentare (e quasi certamente sarà così) l’attuale sindaco Sabina Mucchi, mentre è tutto da vedere cosa faranno gli altri. Intanto, fra questi figura il vicesindaco Fabio Tosi, colui che ha tirato le fila del “No” nel territorio fiscagliese, non nascondendo l’intenzione di presentarsi alle prossime elezioni. Ma sotto quale bandiera? Difficilmente sarà quella del Pd, anzi, la voce più affascinante è quella che vorrebbe Tosi capofila di una lista civica allargata alla Lega. In tempi non sospetti il segretario provinciale dei “verdi”, Alan Fabbri, ha dichiarato di presentarsi alle elezioni con un candidato leghista in tutti i Comuni della provincia, ma nel territorio l’unico rappresentante dichiarato è Alessandro Grandi, valido attivista ma forse non il profilo giusto per il ruolo di sindaco.

qui ostellato

Da un certo punto di vista è senz’altro più delineata la situazione in territorio ostellatese. Perché l’apprezzato primo cittadino Andrea Marchi non può ricandidarsi (sarebbe stato il profilo giusto in caso di vittoria del “Sì” alla fusione), mentre la vittoria del comitato per il “No” porta la firma di tre figure importanti dell’attuale amministrazione, gli assessori Elena Rossi e Andrea Zappaterra ed il presidente del consiglio comunale, Alessio Duatti. Proprio attorno a questi tre sarà scelto il nome del candidato sindaco di quella che sarà una lista civica di chiara matrice di centrosinistra, ovvero qui non si apriranno le porte alla Lega o ad altri partiti di centrodestra. E considerando che la divisione fra Marchi e i suoi compagni di maggioranza è legata solamente alla fusione, non è improbabile che l’attuale amministrazione finisca in questa lista, con un doveroso faccia a faccia tra il Pd e i tre separati in casa. Se non circolano voci sul fronte M5s, la Lega ha come riferimento sul territorio Giorgio Chierici, noto anche per l’impegno nella Protezione civile locale: sarà lui il profilo ideale di candidato? —



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