Il sindaco è rimasto l’unico imputato per il rogo al poligono
Tre anni dopo, il 16 gennaio, fissata l’udienza preliminare Gli altri imputati hanno patteggiato: per loro vicenda finita
portomaggiore. È stata fissata per il 16 gennaio l’udienza preliminare per la morte delle tre persone morte nell’incendio del poligono di Portomaggiore. E sarà il sindaco Nicola Minarelli a dover rispondere ai giudici. Il primo cittadino è infatti accusato di non aver vigilato su permessi e autorizzazioni, visto che parte della struttura era completamente abusiva.
E Minarelli, al momento, è rimasto l’unico imputato, perché le altre persone coinvolte, i tre membri della famiglia Ghesini, hanno patteggiato così da iniziare a scontare una pena in qualche modo certa e ricominciare a pensare a ricostruire un futuro, soprattutto per il figlio Fabio.
i fatti
Il 10 gennaio del 2016 il poligono di tiro di Portomaggiore andò a fuoco. Tre persone rimasero intrappolate all’interno e persero la vita. Indagati per disastro colposo e omicidio colposo plurimo i tre gestori (la famiglia Ghesini) e il sindaco di Portomaggiore, Nicola Minarelli. Dopo tre anni esatti di attese l’udienza è stata fissata il prossimo 16 gennaio.
l’udienza preliminare
La mattina del 10 gennaio del 2016 morirono tre persone: Paolo Masieri (47 anni), Lorenzo Chiccoli (73) e Maurizio Neri (66). Dopo lunghe e attente indagini, la conclusione fu che il poligono non aveva una serie di certificazioni e misure di prevenzione, in pratica era abusivo. Perché anche il primo cittadino è stato prima indagato e quindi rinviato a giudizio? Perché all’appello mancano anche le licenze, in pratica manca l’autorizzazione del sindaco a sparare, e per un poligono non è un dettaglio. Va anche detto che la struttura si trovava in via Cattaneo, in pieno centro, è attaccata alle case. Una tragedia di grandi proporzioni, che sarebbero potute essere ancor maggiori in caso di esplosione.
Va specificato, per fare chiarezza, che il primo cittadino è imputato per il ruolo che ricopre e non, naturalmente, a livello personale.
la difesa
A difendere il sindaco, l’avvocato Fabio Anselmo che al momento tiene la bocca cucita sulla strategia difensiva, così come Minarelli, il quale si è affidato in tutto e per tutto al suo legale. In linea di massima, però, anche per il sindaco potrebbe esserci una richiesta di rito alternativo, quasi certamente il patteggiamento, per arrivare a chiudere così definitivamente una vicenda lunga, dolorosa e difficile, dove chi ha sbagliato dovrà pagare. —
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