La Nuova Ferrara

Ferrara

l'indagine

Denunciati i rapinatori-ipnotizzatori

In passato anche due benziani ferraresi vennero rapinati con la tecnica dell'ipnosi (foto d'archivio)
In passato anche due benziani ferraresi vennero rapinati con la tecnica dell'ipnosi (foto d'archivio)

A una coppia di ventenni asiatici viene contestata una lunga scia di colpi da Ferrara e fino nelle Marche

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FERRARA. Con movimenti repentini di una mano riuscivano in qualche modo a ipnotizzare le vittime, e dunque renderle incapaci di capire cosa stesse succedendo, facendosi consegnare l'incasso di attività commerciali, anche a Ferrara.

I carabinieri della Stazione di Numana (Ancona) hanno denunciato a piede libero per concorso in rapina un pakistano e un'iraniana, entrambi 20enni, residenti nella zona di Roma, sospettati di aver utilizzato questa tecnica per derubare un panificio di Numana l'11 luglio scorso. I militari hanno individuato la vettura utilizzata dai rapinatori, un'Alfa Romeo 159 con targa francese, per risalire ai due indagati, riconosciuti poi dalle vittime con individuazione fotografica.

Le indagini hanno permesso di ricostruire una scia di colpi messi a segno dalla coppia in precedenza con modalità simili appunto a Ferrara, ma anche a Teramo, Seravezza (Lucca) e Montesilvano (Pesaro Urbino).

Non è la prima volta che a Ferrara vengono messi a segno colpi di questo genere, ossia utilizzando la tecnica dell'ipnosi con rapidi movimenti delle mani. E' accaduto nel 2005 a Cento, dove una donna era riuscita a ipnotizzare un anziano e a rubargli il portafoglio, ma è stata notata da due carabinieri che l'hanno inseguita e bloccata. Accadde nel centro della città del Guercino e allora i militari arrestarono
Zahida Husovic, una nomade di 47 anni, che aveva appena derubato un pensionato. L'anziano era stato fermato dalla donna, che prima gli aveva chiesto l'elemosina, poi ha iniziato a fare strani movimenti con le mani davanti al viso dell'uomo. Il pensionato è rimasto bloccato e la donna gli ha sfilato il portafoglio.

Andando ancor più indietro nel tempo, siamo al 1999, troviamo altri due episodi. Il primo nella vicina Bologna, ma è rilevante: "A me gli occhi", e il malcapitato ha consegnato 90.000 lire. L'incredibile
rapina con l'ipnosi, di cui tante volte si è parlato a Bologna, sarebbe andata in scena proprio in un esercizio commerciale nel centro della città. La vittima della `rapina ipnotica' è un barista di via dei Mille che ha visto entrare nel suo locale un uomo e una donna di origine asiatica (probabilmente indiani o pakistani ed ecco il nesso con i fatti più recenti) distinti ed eleganti. I due si sono avvicinati al banco e, con lo sguardo, o forse mostrandogli un oggetto che l'uomo non è però riuscito a descrivere, lo avrebbero ipnotizzato al punto da farsi consegnare 90.000 lire. Poco dopo il barista si è ripreso ed ha avvertito la polizia, che ha diramato le ricerche della coppia. Pare che altri negozianti della zona possano essere finiti nel mirino dei due rapinatori-ipnotizzatori.

L'altro episodio, invece, è tutto ferrarese e risale alla fine di maggio dello stesso anno ed è accaduto in un distributore di carburanti della zona di via Bologna ed è stato poi denunciato ai carabinieri dalle due vittime dell'ipnosi. Un fatto, questo, che al di là della curosità, visto il ripetersi in quei giorni di altri casi, aveva messo in allarme la cittadinanza circa richieste bizzarre da parte di persone straniere dai tratti asiatici. La
rapina con ipnosi (penalmente è considerata tale) è stata semplicissima, purtroppo per i due benzinai. La coppia con il bimbo, presumibilmente indiani, si era fermata al distributore per fare benzina su una Lancia Thema. E quando l'uomo si accingeva a pagare ha chiesto di poter avere di resto una banconota da 50mila lire con una E finale nel numero di serie: «Sono un collezionista e al mio Paese valgono molto queste banconote». Il benzinaio che aveva fatto il pieno, nella sua più totale disponibilità ha accompagnato l'asiatico all'interno del chiosco, dove il titolare teneva gli incassi. E così hanno inziato a sfogliare le mazzette di banconote cercando quella tanto sospirata dal cliente. Nel frattempo all'interno del chiosco è arrivata anche la moglie dell'indiano, che cercava un profumo per l'auto. Da questo momento in poi, un buco nero nella memoria di emtrambi i benzinai. I due, così poi hanno detto ai carabinieri, ricordavano solo di aver avuto in mano i soldi, di aver sentito un cerchio alla testa e di essere rimasti intontiti. E soprattutto, senza più la mazzetta delle banconote. In tutto vennero derubati di 1 milione e 300mila lire. I carabinieri e le forze dell'ordine lanciarono allora un appello a tutti i cittadini di fare attenzione, soprattutto a richieste bizzarre come quella dell'indiano ipnotizzatore.  —

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