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cento 

Partecipanza agraria verso le elezioni Ipotesi di voto in marzo

B. B.

L’ente è retto da quasi un anno dal commissario regionale Il primo obiettivo è la divisione ventennale dei capi 

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CENTO. La Partecipanza Agraria di Cento si avvicina al voto. I primi mesi del 2019 porteranno le elezioni del nuovo consiglio dello storico ente agrario.

Forse a marzo, le elezioni, a un anno di distanza dalla delibera della giunta regionale (25 gennaio 2018), che ha determinato lo scioglimento degli organi della Partecipanza centese e la nomina del dottor Stefano Sola a commissario straordinario, per la gestione provvisoria e il bilancio preventivo 2018. Tra i compiti, anche quello dalla convocazione delle elezioni per il nuovo consiglio secondo le forme previste dallo Statuto. Primo obiettivo, la divisione ventennale dei capi che, visti i tempi, rischia di slittare.

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In vista delle elezioni, nel mondo dei partecipanti c’è già fermento. Vecchi e nuovi consiglieri in campo già da mesi, per formare le liste e individuare i candidati pronti a far parte del nuovo consiglio che, composto da 18 membri, dovrebbe rimanere in carica per cinque anni.

Il condizionale in Partecipanza resta un obbligo, visti i precedenti. I forti contrasti interni hanno portato un anno fa al commissariamento. Prima di tutto la spaccatura nella maggioranza, nata dal voto del 24 maggio 2015, e formata dai consiglieri di Partecipanza & Agricoltura (Bruno Casoni, Massimo Pirani, Aproniano Tassinari, Fabio Ferioli e Borgatti Corrado), Insieme per la Partecipanza (Raffaele Gilli, Renato Borgatti, Sandro Balboni, Alessandro Tassinari), e Partecipanza Attiva (Mirco Gallerani e Cristofori Alfredo) e alla magistratura del presidente Aproniano Tassinari.

LA SPACCATURA

La fuoriuscita di Mirco Gallerani e Alessandro Tassinari dalla maggioranza e le critiche dei consiglieri d’opposizione di Partecipanza Moderna (Flavio Draghetti, Valter Balboni e Gallerani Fausto), Partecipanti insieme per il Futuro (Fabrizio Balboni e Tiziano Pirani) e Partecipanza Autonoma (Vasco Fortini e Sauro Bregoli) hanno portato alla frattura.

Tra i possibili candidati alle prossime elezioni anche Graziano Salvi di Alberone, nel consiglio d’amministrazione negli anni’90, magistrato e tra gli operatori nel picchettamento degli stradelli per la divisione dei capi del 1999.

SVOLTA NECESSARIA

«Per la Partecipanza, un Natale strano – spiega Salvi –. Sono amareggiato per il fatto che in Partecipanza quest’anno non si sia svolta la festa del ringraziamento, un appuntamento sempre occasione di festa per i capisti e di apertura alla città. Ritengo che gli ex amministratori si debbano vergognare del disastro che hanno combinato e non debbano mai più presentarsi per amministrare l’ente. Tanto di rispetto per l’operato del dottor Sola, ma il commissariamento si poteva evitare. Le ultime riunioni di consiglio, erano solo parolacce, litigi e invidie personali».

Da qui, l’intenzione di Graziano Salvi di candidarsi: «Sto valutando. Mi ha chiesto Vasco Fortini, ma anche Fabrizio Balboni e Tiziano Pirani». Gli incontri sono in corso da tempo e ma ora si intensificheranno: «Ciò che conta sarà dare una svolta al governo della Partecipanza. E procedere con la divisione dei capi, vitale per l’intero territorio». —

B. B.

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