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Dalle Valli al Mar dei Sargassi Il magico viaggio delle anguille

Katia Romagnoli
Dalle Valli al Mar dei Sargassi Il magico viaggio delle anguille

Liberati nel Logonovo circa duecento pesci, per consentire la riproduzione Il biologo: nelle acque di Comacchio i migliori esemplari per continuare la specie

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LIDO ESTENSI. Dal mare Adriatico all’oceano Atlantico. Durerà quasi sei mesi il viaggio di circa duecento anguille mature, liberate ieri pomeriggio nel canale Logonovo al Lido degli Estensi, allo scopo di raggiungere la meta finale, il lontano Mar dei Sargassi, luogo eletto da questo misterioso pesce per riprodursi.

Di rilevanza strategica e simbolica senza eguali a livello italiano, l’operazione è contemplata nel Piano nazionale di riproduzione dell’anguilla, il quale, a sua volta, recepisce una serie di direttive comunitarie, finalizzate ad incrementare lo stock europeo delle anguille.

la partenza

Il capovalle Pier Carlo Farinelli, coadiuvato dai suoi collaboratori a bordo di una imbarcazione, ha dato il via alla liberazione di reti ricolme di anguille, provenienti dal lavoriero di Stazione Foce, mentre Mattia Lanzoni, biologo del dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie dell’ateneo di Ferrara, nella sua qualità di consulente dell’Ente di gestione per i parchi e le biodiversità Delta del Po, ha spiegato alcuni affascinanti aspetti del lungo viaggio migratorio delle anguille.

«È accertato che a Comacchio abbiamo i migliori riproduttori a livello europeo – ha sottolineato Lanzoni –, perché queste anguille hanno un tasso elevato di crescita, basse probabilità di infestazioni da parassiti e non c’è pressione chimica. Sono anguille sessualmente mature, di età che varia dai 6 ai 10 anni, con un peso medio dai 9 etti al chilo. Una volta raggiunto il Mar dei Sargassi, si riproducono e muoiono. Le larve poi ripercorrono il tragitto a ritroso, durante il quale crescono, diventano cieche e poi tornano a ricolonizzare le valli di Comacchio».

IL lungo viaggio

Presenti all’evento simbolico anche il sindaco Marco Fabbri, presidente del Parco del Delta, la direttrice Maria Pia Pagliarusco, il vice sindaco Denis Fantinuoli e l’assessore alla cultura Alice Carli. La scienza con speciali strumentazioni satellitari è riuscita a tracciare solo in parte il lungo viaggio delle anguille delle Valli di Comacchio, riuscendone a monitorare il tragitto sino allo stretto di Gibilterra.

Tutti i passaggi successivi sino al Mar dei Sargassi sono avvolti dal mistero, ma è proprio là che le larve avvertono lo stimolo a far ritorno al luogo di origine dei loro genitori, ossia alle Valli di Comacchio. «Queste anguille hanno pure un rapporto tra il peso e la massa grassa – ha aggiunto il biologo Lanzoni –, tale che permette loro di affrontare un viaggio di migliaia di chilometri che ad esempio manca a quelle della Camargue, rendendole non adatte ad un viaggio riproduttivo così lungo».

L’avventura è appena cominciata. Tra poco meno di un anno faranno ritorno a Comacchio le giovani anguille nate da questo magico viaggio transoceanico. —

Katia Romagnoli

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