Insulti dopo la Nutella Salvini minaccia querele a Baraldi (Pd)
«Idiota o criminale» al ministro, il Carroccio a carte bollate Il post della segretaria dem “esposto” ai militanti leghisti
Tra tutti gli strascici polemici sul “caso Nutella” il vicepremier Matteo Salvini ha scelto proprio quello di Ilaria Baraldi. Così ieri pomeriggio un post del leader leghista con protagonista involontaria la segretaria del Pd ferrarese ha raccolto in pochi minuti oltre 2mila commenti, in risposta alla richiesta di Salvini: «Che ne dite, Amici, la querelo o lascio perdere?»
vie legali
Quasi superfluo sottolineare che il “consiglio” è stato univoco, e nei prossimi giorni, dicono i leghisti locali a partire da Naomo Lodi, la querela verrà effettivamente depositata in tribunale. Sulla base di cosa? Il casus belli è un post della stessa Baraldi, quando infuriava la polemica sulla colazione di Salvini alla Nutella nei giorni dell’omicidio del pentito di ndrangheta, del terremoto sull’Etna e di naufragi in Mediterraneo. «Quello che dovrebbe essere il Ministro dell’Interno - scrisse Baraldi - si fa selfie mentre azzanna una fetta di pane e nutella. Evidentemente, ci ha abituati a questo: un idiota o un criminale? A farmi inc***e non è nemmeno più lui. È il generale disinteressato sghignazzo da pacca sulla spalla che mi circonda a lasciarmi allibita e con addosso una sensazione di impotenza generazionale da cui non ci libereremo facilmente».
Il segretario comunale leghista ha segnalato il post allo staff social di Salvini che ha deciso di farne un caso: «La segretaria comunale del Pd di Ferrara si chiede se io sia “idiota o criminale”. Questi non ce la fanno... Che ne dite Amici, querelo o lascio perdere?», questo il testo della risposta ministeriale. Il tono dei commenti è facilmente intuibile, la domanda in realtà retorica se è vero quanto affermato in serata da Lodi, e cioè che la querela è già pronta «al 100%».
baruffe locali
Il segretario comunale leghista aveva già risposto alla “collega” dem nell’immediatezza del post, chiedendo a lei le dimissioni da consigliere comunale e ai compagni di partito, a cominciare dall’assessore Aldo Modonesi, una presa di distanza. Non ha ottenuto né l’una né l’altra cosa, e ieri è tornato a martellare sui «toni» usati da Baraldi, chiedendole di abbassarli, e accusandola di «mancanza di democrazia». Lodi afferma anche che Baraldi ha modificato il post iniziale, sostituendo con un punto interrogativo il punto di fine frase, «ma noi abbiamo salvato il post originale» dichiara il segretario leghista.
Baraldi ha scelto di non replicare ufficialmente e il profilo Facebook risulta chiuso ai commenti esterni. Bisognerà ora vedere se, appunto, questa vicenda nata e cresciuta sui social avrà uno sbocco di tipo legale, che non è così frequente e soprattutto non ha sempre uno sviluppo lineare. La campagna elettorale è di fatto già partita. —
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