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L’acinopo porta bene Riecco il coleottero a 25 anni di distanza

L’acinopo porta bene Riecco il coleottero a 25 anni di distanza

Nel Boscone rintracciata la presenza del piccolo insetto È considerato un indicatore di ottimo stato della biodiversità

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MESOLA. La riserva naturale del Boscone è famosa per la sua vegetazione e, per ciò che riguarda la fauna, sicuramente per i cervi. Ma ora c’è un altro animale che rende importante l’area verde: si tratta di un coleottero, la cui presenza ha notevole interesse per gli scienziati più attenti.

Infatti, un gruppo di ricercatori collegati al Museo di storia naturale di Ferrara, ha ritrovato recentemente nel Boscone della Mesola l’acinopo delle sabbie (Acinopus ammophilus), un piccolo coleottero che a Mesola non si vedeva da venticinque anni, nonostante gli studi sulla fauna del Bosco non si siano mai interrotti.

un paio di centimetri

L’acinopo appartiene alla famiglia dei Carabidi, un gruppo indicatore dello stato di conservazione della biodiversità. È lungo due-tre centimetri e vive all’interno di gallerie caratteristiche, scavate nella sabbia; si nutre dei semi di una leguminosa particolare, Medicago minima.

L’azione di trasporto ed accumulo dei semi nelle tane contribuisce alla ridistribuzione della piante sul terreno.

solo qui e in basilicata

In Italia l’acinopo delle sabbie è molto raro: sembra essere rimasto solamente in Emilia Romagna e Basilicata e, nella nostra regione, l’unica stazione segnalata era appunto quella del Bosco della Mesola.

La popolazione era quasi scomparsa a causa del pascolo eccessivo e del calpestìo troppo intenso in particolare dei daini, i quali negli scorsi decenni avevano raggiunto punte di 600 esemplari.

Il nuovo ritrovamento del coleottero è probabilmente legato al successo dei piani di contenimento dei daini, che hanno consentito la ripresa della popolazione.

Per la precisione, l’acinopo è stato trovato dai ricercatori nella grande radura chiamata Parco delle Duchesse: la popolazione è presente solo in quella radura e, adesso che i daini non sono più una minaccia, il coleottero va difeso dalla predazione eccessiva da parte di tassi e volpi, che scavano nella sabbia per snidare l’insetto.

la ricerca

La specie è protetta dalla legge regionale sulla fauna minore. La ricerca è stata pubblicata nel numero 6 della rivista scientifica “Quaderni del Museo civico di storia naturale di Ferrara”. —

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