Rischio esclusione degli ex Carife Prime risposte a Marattin (Pd)
Il deputato ferrarese è stato ieri protagonista in aula alla Camera Litigio con la Lega e richiesta di chiarire il perimetro dei rimborsi
IL CASO
Luigi Marattin ieri alla Camera ha fatto in tempo a tenere l’intervento principale contro la manovra, da relatore di minoranza (piuttosto tecnico, distinguendo «i fatti» dalle «opinioni»); di litigare, per qualche resoconto essere protagonista di un principio di rissa con il sottosegretario leghista Molteni (un equivoco, ha poi chiarito); e ritornare sul “caso” della presunta esclusione degli azzerati Carife dai rimborsi, da lui stesso sollevato e alimentato nei giorni scorsi. Il deputato Pd ferrarese se n’è occupato sia nel discorso in aula che attraverso una nota: in entrambe le occasioni ha annunciato un ordine del giorno, al posto dell’emendamento già bocciato, per chiedere al governo «che sia espressamente specificato per iscritto» l’inserimento dei risparmiatori di Carife e delle altre banche in liquidazione nel novero dei rimborsabili.
Doppio rilievo
Il primo dubbio, ribadito anche ieri da Marattin, è che al momento della liquidazione delle quattro banche gli azionisti «non fossero più tali», in virtù del precedente decreto di risoluzione che aveva «estinto i diritti amministrativi e patrimoniali degli azionisti». In precedenza il deputato Pd aveva fatto riferimento alle sentenze di alcuni tribunali, tra i quali quello di Ferrara, che hanno attribuito a Bper l’onere di rimborsare gli azionisti Carife, mettendo così in discussione la circostanza, pure richiamata dal provvedimento di risoluzione, che fosse la bad bank poi finita in liquidazione, e non la good bank acquistata appunto dai modenesi, a portarsi dietro le passività della vecchia banca.
prime risposte
Va annotato il fatto che il governo, per bocca in particolare del sottosegretario Villarosa, ha smentito con vigore questa esclusione, e dal punto di vista giuridico l’interpretazione autentica di una norma spetta appunto al legislatore. La stessa dicitura della risoluzione parla di «azionisti» i cui diritti sono stati estinti, e sembrerebbe certificarne in questo modo l’esistenza a quella data: molti azionisti ricordano che il loro dossier titoli venne azzerato come valore ma non cancellato, cosa che avvenne dopo la cessione a Bper. Il rimborso avverrà, è il caso di ricordarlo, al prezzo di acquisto dei titoli.
Le azioni in realtà “insistivano” sulla new bank, che non è mai andata in liquidazione? «Non è questa l’interpretazione che abbiamo chiesto e ottenuto al tribunale» spiega Stefano Di Brindisi, il legale tra i primi a vincere una causa con rimborso a carico di Bper. «Abbiamo sempre sostenuto che non importava il destino degli strumenti di capitale, come appunto le azioni, ma il riconoscimento del debito originario derivato dai comportamenti della banca nei confronti dei risparmiatori - è la spiegazione di Di Brindisi - Il tribunale ci ha dato ragione, sin dall’avvio del procedimento: in caso contrario, infatti, avrebbe dovuto dichiararsi incompetente e rinviare tutto al Tribunale delle imprese». —
S.C.
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