Estensi e Spina, i viali del futuro Gli obelischi saranno abbattuti
Nel progetto da quattro milioni di euro nuove piazzette e stop alla sosta selvaggia Andranno in pensione le criticate opere in stile neoclassico dei primi anni Novanta
LIDI. Via libera per il progetto da 4 milioni di euro teso alla riqualificazione dei viali Carducci e Querce al Lido degli Estensi e di viale Acacie al Lido di Spina.
Uno degli interventi di spicco, tra quelli approvate con il Piano triennale delle opere pubbliche, oltre alla realizzazione di una serie di piste ciclopedonali in grado di collegare tra loro i Lidi, è quello che nei giorni scorsi ha visto l’avvallo della fattibilità tecnico-economica.
il salotto buono
Frutto di un concorso di idee partecipato, il progetto riveste una rilevanza strategica non solo per la valorizzazione ed il miglioramento dell’assetto viario e delle infrastrutture presenti nel suo percorso, ma anche per il collegamento diretto che andrà a realizzarsi tra Comacchio, Porto Garibaldi, Lido degli Estensi e Lido di Spina.
Il miglioramento della qualità della vita, tanto per i residenti quanto per turisti e visitatori, costituisce il nucleo principale del progetto di fattibilità, redatto dall’Acer di Ferrara. L’asse principale che attraversa longitudinalmente i Lidi Estensi e Spina è quello su cui si concentreranno interventi mirati a rendere più fruibile e gradevole esteticamente quello che è meglio conosciuto come il “salotto buono dei lidi”. Anche la via Torquato Tasso, vale a dire dall’imbarco del traghetto, sino all’innesto con viale Carducci, sarà oggetto di riqualificazione.
più aggregazione
Lo scopo della progettazione, come si legge nello studio di fattibilità, è quello di consentire «una maggiore aggregazione sociale ed attrazione turistico-commerciale. L’asse viario, a sezione variabile, dovrà permettere contemporaneamente, – si legge di seguito –, l’accessibilità carrabile e ciclopedonale e sarà intervallata da alcune piazzette e da parchi verdi attrezzati».
Sicurezza e ridimensionamento delle problematiche di viabilità, che si riscontrano soprattutto in estate con sosta selvaggia lungo il viale, costringendo pedoni e carrozzine a gimcane e zig zag sulla sede stradale, sono gli aspetti basilari della progettazione che punta, contestualmente a potenziare e a tutelare la mobilità carrabile e ciclo-pedonale. «Dovranno essere garantiti la sicurezza della viabilità, la presenza e la conservazione delle essenze arboree autoctone, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la valorizzazione del territorio – si legge nel progetto –, attraverso una rimodellazione della sede stradale che distingua e separi, quantomeno con differenti tipologie di pavimentazioni e/o colori, gli spazi e le aree destinate alle diverse tipologie di utenti, ovvero pedoni, ciclisti ed automobili».
Piazzette adibite a punti di ritrovo e aree verdi da destinare al gioco e all’attività fisica integrano la progettazione, che manderà in pensione gli obelischi edificati nei primi anni ’90. —
Katia Romagnoli
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
