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contratto quadriennale 

Impianti da migliorare contro i rischi idrogeologici

Gian Pietro Zerbini
Impianti da migliorare contro i rischi idrogeologici

Le priorità del nuovo direttore del consorzio di bonifica Pianura di Ferrara Necessità di interventi per l’ente più grande d’Italia, con 4mila chilometri di canali 

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«Il consorzio di bonifica Pianura di Ferrara ha bisogno di impianti più nuovi e funzionali». È questo il primo obiettivo che si è prefissato Mauro Monti, che da mercoledì 2 gennaio sarà il nuovo direttore.

Carriera in ascesa

Monti, ferrarese, 55 anni, conosce molto bene il territorio ferrarese e le sue peculiarità essendo stato ingegnere capo del comune di Ostellato con il sindaco Melchiorri nel 1993, ha ricoperto analogo incarico nel comune Codigoro durante la giunta Nardini nel 1996, a Cento nel 2002 con il sindaco Bregoli, a Comacchio nel 2007 con il sindaco Cicognani, in Provincia nel 2010 sotto la presidenza Zappaterra e nel 2014 è diventato coordinatore del programma di ricostruzione delle opere pubbliche entrando nella cabina di regia del commissario della ricostruzione Errani. Ora ha firmato un contratto di 4 anni con il consorzio confermando il suo ruolo, come ama definirsi, di fortunato precario della pubblica amministrazione.

Una sfida importante

«Il consorzio di Bonifica ferrarese - spiega Monti - è il più grande d’Italia, è una struttura molto complessa costituita da 260 dipendenti oltre a 120 stagionali. Il controllo deve essere fatto su quattromila chilometri di canali con 150 impianti idrovori per una gestione idraulica di un territorio che ha tra i più alti rischi idrogeologici. Viviamo in un catino e i bordi sono costituiti a nord dal Po, a sud dal Reno, a ovest dal Panaro e a Est dal mare e considerato che il 40% del territorio è sotto il livello del mare il compito è gestire al meglio sia l’acqua piovana che quella da indirizzare per l’agricoltura, facendo particolare attenzione alla difesa del suolo e al mantenimento dell’habitat naturale per continuare a creare le condizioni ambientali idonee per flora e fauna»

Tra gli obiettivi che si prefigge il nuovo direttore Monti c’è anche quella di migliorare la percezione dei consorzio per la comunità.

«Mi piacerebbero - sostiene il direttore - che anche i residenti in città capissero quanto sia importante anche il loro contributo per l’ottimale gestione delle risorse idriche del territorio e che non riguarda solo quelli che abitano nelle campagne».

Investimenti

Sul pianto dell’impiantistica Monti nota come non sia beneficiato di investimenti pubblici nonostante la proprietà demaniale. «Ogni anno - il consorzio spende mediamente 8 milioni per la manutenzione degli impianti su un totale di spesa di 35 milioni. Circa la metà va per le spese del personale e 5 milioni di euro vanno per le spese di energia elettrica. Occorre un contenimento costante dei costi e portare avanti anche un lavoro di prevenzione».

Monti è quindi atteso da martedì ad un compito particolarmente stimolante.

«Essendo un ingegnere idraulico - spiega il neo direttore - mi trovo ben in questa mia nuova mansione. L’obiettivo principale è migliorare l’impiantistica per rendere un servizio migliore al territorio e per risparmiare anche costi di energia. —



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