L’ultimo Natale senza chiesa Attesa quasi finita a Gaibanella
Procedono a ritmo spedito i lavori per la ristrutturazione post terremoto Il tempio di Sant’Agnese dovrebbe essere riaperto già dopo febbraio
Questo che è appena trascorso è stato sicuramente l’ultimo Natale senza chiesa per Gaibanella: stanno infatti procedendo a ritmo spedito i lavori necessari alla riapertura del tempio cinquecentesco dedicato a Sant’Agnese, e il termine previsto per fine febbraio al momento sembra essere ampiamente raggiungibile.
finanziamenti
I lavori – per un ammontare totale di circa 200.000 Euro, finanziati dalla regione Emilia Romagna per la ricostruzione post terremoto – prevedono, oltre al ripristino dei danni inferti dal sisma, il sanamento di criticità già preesistenti e un miglioramento della risposta sismica complessiva della struttura.
In questo momento in particolare i lavori si stanno concentrando sul tetto dell’edificio: si sta provvedendo infatti al completo rifacimento della copertura, con la sostituzione delle travi cosiddette ammalorate, e alla realizzazione di un cordolo metallico che servirà a unire la struttura originaria con tutte quelle porzioni (vedi l’abside, le cappelle e la sagrestia) che sono state aggiunte in epoche successive, e motivo di indebolimento statico dell’intera struttura.
Terminato il consolidamento strutturale si provvederà quindi al restauro delle arelle affrescate del soffitto, le quali hanno più di tutte risentito della forza del sisma.
solidarietà
Il terremoto ha infatti causato distacchi, fessure ed evidenti spanciamenti, con porzioni di intonaco che minacciavano di staccarsi da un momento all’altro, e questo ha conseguentemente causato l’inagibilità dell’edificio sacro.
Una volta terminati i lavori entrerà quindi in gioco la solidarietà della gente di Gaibanella: fin da subito infatti i parrocchiani non sono rimasti con “le mani in mano”, ed hanno organizzato varie cene, vendite di torte ed altre manifestazioni di beneficenza a favore di diverse raccolte di fondi per la ristrutturazione della chiesa, raccolte che hanno consentito – grazie a una straordinaria e generosa risposta di tutto il paese – di accumulare una somma importante che servirà a coprire quella parte di lavori non coperti dai fondi regionali, e restituire quindi al paese di Gaibanella il luogo che ne racchiude la storia e l’identità, ancora più... bello di quanto già non fosse prima.
Dopo tanti sforzi collettivi, e salvo imprevisti, adesso l’epilogo di questa lunga attesa sembra quindi profilarsi finalmente all’orizzonte. —
Marcello Ferrari
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