Sarà un anno di sfide e di bivi per Ferrara
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara proiettato sul 2019 che sta per iniziare
FERRARA. Si annuncia cruciale, il 2019 che già fa capolino da dietro l’angolo. Anno di scelte dirimenti per le prospettive della Camera di Commercio e di Unife, anno di contese elettorali che aggrovigliano sentimenti politici e destini amministrativi.
La Camera di Commercio attende di conoscere il proprio futuro, la schiarita giuridica che faccia ripartire il processo di fusione con Ravenna o, al contrario, ne certifichi il definitivo stop. Presto. Possibilmente entro la primavera, quando scadrà la presidenza di Paolo Govoni e il mandato di giunta e consiglio: l’economia ferrarese ha vitale bisogno di sostegno, non di precarietà. Sullo sfondo le posizioni delle forze governative, la Lega che difende l’autonomia dei territori, il Movimento Cinque Stelle che è arrivato a chiedere l’elezione diretta del presidente, com’era già nell’Italia monarchica e liberale del 1910.
In quest’anno che volge al termine, l’università ferrarese ha superato quota ventimila iscritti con l’ampliamento di Biologia e la cancellazione del numero chiuso a Biotecnologie ed Economia. Punta a crescere ancora, candidandosi a sperimentare un nuovo modello d’accesso per Medicina, senza test d’ingresso, almeno per il primo anno: all’inaugurazione dell’anno accademico, il rettore Giorgio Zauli non ha usato troppi giri di parole. La prima obiezione che circola in ateneo mette in guardia sulla tenuta del tasso di studenti al passo con il percorso di studi e degli altri indicatori che determinano l’ammontare dei finanziamenti statali.
Due ferraresi su tre saranno chiamati alle urne tre volte. A primavera (probabilmente domenica 26 maggio) si voterà per le Europee e per i sindaci e i consigli comunali di tredici amministrazioni, tra cui Riva del Po e Tresignana, che nasceranno ufficialmente solo il 1° gennaio, Argenta e il capoluogo.
A Ferrara, in particolare, la campagna elettorale è già nel vivo, animata dal centro destra che fiuta l’opportunità storica di contendere la guida della città. E in autunno ci saranno le Regionali.
Il 2019 sarà anche il banco di prova per le legittime aspettative degli azzerati che nel naufragio della Carife hanno perso risparmi e investimenti, una partita destinata ad entrare ancora nelle urne dopo aver segnato i risultati del voto politico. Sarà l’anno della riorganizzazione della rete Bper, con la chiusura di un quinto delle filiali, e del passaggio di Caricento nell’orbita Sondrio. L’anno dell’uscita dal cratere e della rinnovata corsa alle cinquecentomila presenze turistiche in città; un anno caldo sul fronte del lavoro, della cultura e dello sport, come indicano le schede elaborate in questa pagina dai nostri cronisti. Un anno di scelte, un anno da vivere. Da raccontare e da leggere insieme.
Buona domenica, buon 2019.
Luca Traini
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