Crescono i crimini informatici Cautela e attenzione ai profili
La Polizia postale è impegnata nel contrastare e prevenire questa tipologia di reati Meglio sempre scegliere i siti più sicuri per scansare guai
In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del vivere quotidiano, l’impegno della polizia postale e delle comunicazioni nel 2018 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale.
Dalle complesse attività di prevenzione è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha riguardato 33.086 siti internet, di cui 2.182 inseriti in black list. Le indagini relative al fenomeno dell’adescamento di minori online hanno portato all’arresto di 3 persone e alla denuncia di 136 indagati.
Così, mentre a livello nazionale sono tanti i casi da seguire e prevenire, la polizia postale fornisce anche suggerimenti per non cadere nella trappola: resistere al “fascino seduttivo” del monitor; non tutto quello che viene proposto online è corretto, non tutto quello che può essere visto è vero. Accade che vengano presentate offerte (occasioni imperdibili!) che tali non sono, anzi sono vere e proprie truffe. Possono proporsi persone con profili accattivanti, ma che non gli appartengono; dietro quei profili possono celarsi abili truffatori o persone con interessi morbosi. Per gli acquisti online i più noti siti di e-commerce offrono servizi a tutela degli acquirenti (alert, utilizzo di metodi di pagamento che prevedono la possibilità di annullare l’ordine con recupero delle somme versate, gestione delle controversie tra utenti ecc.). É quindi più sicuro privilegiare quelle piattaforme internet, evitando di “contrattare” con il venditore al di fuori di quei siti; occorre inoltre fare attenzione a leggere attentamente gli indirizzi internet sui quali si sta navigando, per evitare di essere ingannati da loghi e impaginazioni grafiche che appaiono identici a quelli dei più noti spazi di e-commerce ma che, in realtà, riconducono a siti appositamente creati per acquisire credenziali di accesso (userid e password) e truffare gli internauti. Ai più giovani, infine, va sempre rammentato che non può mai sapersi chi si celi dietro ad un profilo. —
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