«Chi governerà Ferrara dovrà rilanciare l’innovazione»
L’identikit del candidato sindaco secondo il presidente della Cna, Bellotti «Il territorio può essere la piattaforma per un nuovo patto tra pubblico e privato»
«Il prossimo sindaco di Ferrara dovrà conoscere molto bene il sistema produttivo e imprenditoriale ferrarese. Dovrà operare in collaborazione con le imprese private, ma senza pretendere di sostituirsi a esse. Dovrà dimostrare una grande capacità di analisi delle peculiarità del territorio ferrarese, ammettendone le debolezze e cercando di colmarle ma riconoscendone anche i tanti punti di forza».
Il presidente Cna
Davide Bellotti, presidente provinciale di Cna, traccia un primo identikit del candidato sindaco di Ferrara, ed elenca le richieste che emergono dal mondo della piccola e media impresa nei confronti dei candidati alle prossime elezioni amministrative nel Comune capoluogo.
«È ora di inserire a pieno titolo Ferrara nel contesto economico regionale – spiega Bellotti – lavorando per superare i cronici ritardi che il nostro territorio ha scontato fino a oggi. Per raggiungere il risultato, il futuro sindaco dovrà lanciare un piano di manutenzione del territorio, coniugando le grandi e le piccole opere con interventi di messa in sicurezza. Un piano per gli interventi straordinari e per quelli ordinari che è ormai ineliminabile per provvedere a qualsiasi rilancio economico del territorio. Un piano che valorizzi le imprese locali: perché esse portano qualità e valore alle opere, certezza nei risultati e ricaduta di ricchezza sulla comunità; un piano che permetta di costruire importanti e reali sinergie con chi intende seriamente lavorare a Ferrara».
Il patto con il territorio dovrà riguardare anche la valorizzazione della “bellezza”, di cui Ferrara è ricca e su cui si discute molto. Per concretizzare c’è però bisogno di ampliare il contesto.
«Per l’artigiano il concetto di bellezza ha un’accezione ampia: va dalla moda al design, passando per l’enogastronomia, l’artigianato artistico, il wellness e la cura del corpo. Ferrara può diventare teatro di un insieme di azioni coordinate che rendano giustizia al bello che c’è e che sappiamo produrre. Il prossimo futuro deve vedere la contaminazione fra questi “asset”. Abbiamo campioni di innovazione nel campo della meccanica e dell’automazione, dell’elettronica e dell’informatica avanzata, che dobbiamo e possiamo valorizzare attraverso l’applicazione in campi per Ferrara ancora inesplorati. Ferrara deve specializzarsi nell’agricoltura innovativa, nel turismo esperienziale, nella pesca 4.0. Utilizzando gli ambiti in cui già oggi è vincente, il territorio ferrarese deve connotarsi come “hub di innovazione” e la stessa università dovrà aprirsi non solo alle nuove e numerose matricole ma anche alle idee vincenti delle imprese innovative».
Meno burocrazia
Non è tutto: secondo Bellotti ai candidati sindaci di Ferrara – e degli altri comuni che vanno al voto nel 2019 – bisogna chiedere un impegno senza ripensamenti contro la burocrazia. «Meno regole e più semplici: questo ci vuole per dare alle imprese la possibilità di dispiegare appieno le proprie potenzialità».
Resta in primo piano la capacità di dare alla città di Ferrara un ruolo strategico nel promuovere lo sviluppo di tutto il territorio provinciale: anche su questo, secondo il presidente provinciale di Cna, dovranno impegnarsi i candidati sindaci nel redigere il proprio programma elettorale.
Più dialogo
«Ferrara capoluogo e la sua provincia devono imparare a dialogare – spiega Bellotti – per programmare insieme lo sviluppo. In futuro questo sarà un preciso dovere di chi governerà Ferrara: favorire interventi infrastrutturali sul territorio che vadano a beneficio non solo della città ma anche della provincia: dalla Cispadana alla Romea, dalla metropolitana di superficie alla difesa idrogeologica della costa, inclusa la lotta al cuneo salino che insidia le campagne non solo nel Delta. Tutto sta nel saper riconoscere che le economie provinciali completano e rafforzano l’economia della città capoluogo».
In questa prospettiva, scommettere con decisione sul turismo è ancora più importante che in passato: «l’economia culturale e turistica – prosegue il Presidente di Cna Ferrara – può essere la piattaforma su cui sperimentare un rapporto nuovo tra impresa privata e istituzioni pubbliche. Il turismo oggi ha bisogno di strumenti sofisticati: non si può basare sul già citato patrimonio culturale accostato semplicemente a ricettivo e ristorazione.
L’idea che «l’Italia è un luogo così bello che si vende da sé - conclude Bellotti - non convince più nessuno, la complessità è evidente anche ai non addetti ai lavori. E una gestione efficace deve basarsi su una sofisticata sinergia pubblico-privato». —
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