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Solo mille aziende in affari con l’estero Export ferrarese in crescita ma per pochi

Il 41% di chi pratica commercio internazionale lo fa in maniera abituale, l’aumento del 7,3% è superiore al dato regionale

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Gli indicatori sul commercio internazionale, elaborati dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Ferrara sulla base delle informazioni diffuse da Istat, continuano a registrare per il 2018 una tendenza positiva delle vendite all’estero. L’export ferrarese è cresciuto anche nell’anno appena trascorso, con variazioni sempre condizionate dall’andamento di un numero ristretto di imprese che fatturano all’estero una quota rilevante sul totale provinciale.

Export da sviluppare

Nel corso del 2017 (ultimo anno disponibile per questo tipo di informazioni) sono state circa 1.000 le imprese ferraresi che hanno esportato, ma di queste solo il 41% (418) possono essere considerate esportatrici abituali, dal momento che hanno esportato per tre anni consecutivi. Il grado di concentrazione è fornito invece dalla percentuale di export realizzato dalle prime tre imprese, corrispondente a poco meno di un terzo del totale, mentre le prime 30 hanno realizzato oltre la metà delle esportazioni ferraresi.

Per quanto riguarda l’andamento congiunturale analizzato attraverso i dati Istat, tra luglio e settembre 2018, la variazione mensile rispetto allo stesso mese dell’anno precedente è stata negativa solo ad agosto, mese che registra ogni anno il livello minimo e nel 2017 ha raggiunto il valore più alto della serie. La contrazione non ha condizionato il segno del risultato del trimestre che riporta una crescita tendenziale a tre mesi del +3,1%, segnando comunque un rallentamento dell’andamento positivo rilevato di norma nel terzo trimestre, essendo inferiore di quattro punti percentuali rispetto al dato dello scorso anno (+7,1%).

Un aumento del 7,3%

Complessivamente, nei primi nove mesi del 2018, sono state esportate merci per oltre 1,9 miliardi di euro, a cui corrisponde una variazione tendenziale positiva del 7,3%, più intensa rispetto a quanto rilevato nel 2017 (+6,6%), grazie all’andamento particolarmente positivo del primo semestre dell’anno. Il trend del periodo colloca Ferrara nel gruppo delle province che ha registrato una buon contributo alla variazione delle esportazioni nazionali. La crescita tendenziale delle esportazioni italiane è sostenuta dagli incrementi delle vendite sui mercati esteri dell’area insulare e del Nord-est. Ferrara registra un incremento più alto sia del dato nazionale (+3,1%) che di quello regionale (+5,2%), confermando la quota ferrarese sull’export dell’Emilia-Romagna a poco più del 4%. Fatta eccezione per Piacenza dove è concentrato un grande polo della logistica delle vendite on line, solo Rimini registra una variazione di poco superiore.

I paesi di destinazione

Oltre all’incremento del valore esportato in Europa, che rappresenta ora un po’ meno dei due terzi del totale, da segnalare l’aumento ancora due cifre delle vendite negli Stati Uniti (+42%), nel 2018 prima destinazione delle merci ferraresi all’estero, cresciute oltre cento milioni in dodici mesi.

Contrazioni sono rilevate invece tra i mercati dei paesi emergenti, in particolare dai cosiddetti BRICST, che complessivamente incidono sull’export provinciale per meno del 10%. L’Europa è un mercato fondamentale per l’export provinciale. Le vendite sui mercati europei sono risultate pari al 64,7% del totale (due punti in meno rispetto al 2017) e sono aumentate del 4,1%, frenando il trend dello scorso trimestre (+8,4%). Anche le esportazioni verso l’Unione Europea (58,3% del totale, quota stabile nel tempo) hanno registrato una variazione positiva (+6,4%) dimezzata al confronto con l’andamento del primo semestre dell’anno, quando erano cresciute quasi del 12%. Rallenta anche la crescita dell’export in Germania, secondo più importante partner commerciale per le imprese ferrarese con circa 307 milioni di euro, aumentato rispetto al 2017 “solo” del 3,2%, pari a circa 10 milioni di euro in più, quando nel primo semestre il ritmo era stato del 13,3%. Sul secondo mercato europeo più importante, quello francese, l’aumento assoluto è stato decisamente più determinate, quasi quadruplo a quello della Germania e corrispondente ad una variazione relativa del 17%. Migliora la dinamica dell’export in Spagna, dove sono dirette merci per circa 94 milioni di euro e sono amentate in dodici mesi del 12,1%. In crescita sostenuta anche il valore dell’export diretto, non in area euro, verso il Regno Unito (+9,8%), è il 4% dell’export provinciale. —

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