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lettera aperta 

Volontari mobilitati: così si può cambiare la manovra sull’Ires

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Il provvedimento forse più contestato della manovra 2019, il raddoppio dell’Ires sulle società di volontariato senza fini di lucro, ha provocato una sollevazione anche del Terzo settore ferrarese. Sono 126 le firme di rappresentanti di associazioni, coop e onlus, sindacalisti, dirigenti pubblici ed esponenti politici, in calce alla lettera aperta a sostegno delle realtà che «operano per soccorrere coloro che papa Francesco ha chiamato “gli scarti dell’umanità”». Tra gli altri hanno firmato Angela Alvisi (Asp), Chiara Bertolasi (Forum terzo settore), Alfredo Corallini (Acli), Carlo De Los Rios (ex Camelot), Roberto Marchetti (Nadya), Raffaele Rinaldi (Viale K), Vincenzo Scida (Opera nomadi).

«Il mondo del volontariato - dice la lettera - e del terzo settore ha protestato contro l’annuncio di una tassa sulla solidarietà. La rivista dei padri francescani aveva pubblicato un editoriale con un titolo volutamente provocatorio: “Se si fa del male al bene c’è da preoccuparsi”». La pressione dell’opinione pubblica, annotano i 126, ha prodotto «un primo importante risultato», cioè l’impegno del vicepremier Di Maio a cambiare la manovra Ires. «C’è una lezione importante da ricavare da questa vicenda: se si reagisce in modo compatto si ottengono risultati - insiste la lettera - Inclusione, solidarietà, rispetto dei diritti e dei doveri, significano sicurezza e qualità della vita per tutti».

Viene infine espressa «piena solidarietà» a don Domenico Bedin per il recente episodio d’intolleranza del quale è stato testimone e protagonista. —

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