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Più sicurezza negli ospedali «Ma non con guardie armate»

Annarita Bova
Più sicurezza negli ospedali «Ma non con guardie armate»

Il direttore generale Vagnini: «Sono molto preoccupato ma le strade sono altre» L’invito è quello a tornare ad avere rispetto per i professionisti. E per i pazienti 

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Dopo l’aggressione da parte dei familiari di una paziente ad una infermiera di turno al Pronto soccorso del Delta, è molto preoccupato il direttore generale dell’Ausl Claudio Vagnini. E lo è su diversi pianti distinti, che portano a riflessioni profonde e certo di non facili soluzioni.

L’INTERVENTO

«Siamo davanti ad un episodio molto grave – commenta Vagnini – Una professionista è stata aggredita sul luogo di lavoro e certe cose non devono accadere. La stessa professionista, una volta pubblicata la notizia, è stata pesantemente attaccata anche sul web, inspiegabilmente, arrivando così a subire ulteriore violenza. Le domande che dobbiamo porci a questo punto sono tante, il problema è serio».

In primo luogo «ci muoveremo su un piano prettamente pratico per cercare di garantire la sicurezza e tutelare così chi lavora ma nello stesso tempo è evidente che vanno trovare vie d’Uscita rispetto ad una situazione che mette sempre più a repentaglio la credibilità dei medici e dei professionisti in generale così non va bene». Correre ai ripari, dunque, ma come?

la sicurezza

«Nelle prossime settimane partiranno i lavori al Pronto Soccorso, che verrà rinnovato e rimodulato. «Stiamo cercando di trovare soluzioni per migliorare in sicurezza, creando dei varchi d’accesso diversi e ripensati – prosegue Vagnini – Pensare a un servizio di vigilanza? No, non mi sembra proprio il caso». Il perché è presto detto.

«Garantire personale armato e specializzato 24 si 24 in tutte le realtà della provincia costerebbe cifre folli, più o meno mezzo milione di euro che non abbiamo e che comunque serve per altro». Ma non è solo una questione economica, «Non si può immaginare una sanità pubblica blindata e armata. Mi dispiace ma è inaccettabile. Gli ospedali sono e devono restare luoghi aperti, basta con le chiusure forzate e clima di guerriglia. Sono il primo ad avere forti preoccupazioni, a capire che il personale va tutelato in tutto e per tutto ma proprio per questo bisogna partire dalla base». Sì, ma da dove?

dire basta

«La verità? È arrivato il momento di dire basta. Basta parlare sempre male dei medici e degli infermieri, basta buttare a caso parole feroci sugli ospedali, basta denigrare chi ogni giorno salva delle vite e si mette a disposizione dei pazienti. Iniziamo dal rispetto per le professioni perché c’è gente che ha studiato per anni e si mette a servizio della comunità e non si può sempre salire tutti in cattedra perché così si dà solo forza a chi non ha rispetto e pensa di poter risolvere tutto con la violenza».

È uno sfogo lungo e importante quello del direttore generale Vagnini. «Il problema è serio, c’è chi pensa di risolvere i problemi alzando la voce e dimenando le mani: un sistema senza regole non va bene, è pericoloso. Tuteleremo il nostro personale ma non armando, non chiudendo, non aggiungendo violenza a violenza. Il pubblico è di tutti, cerchiamo insieme, medici e personale sanitario compresi, di diventare più umani». —



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