«Ridurre la durata delle lezioni è stata l’unica strada possibile»
Il dirigente del Montalcini: così nessuna disuguaglianza tra pendolari e altri ragazzi La scelta delle ferrovie di cambiare gli orari dei treni penalizza scuola e famiglie
ARGENTA. Per non generare disuguaglianze fra gli studenti, Francesco Borciani, dirigente scolastico dell’istituto d’istruzione secondaria Montalcini di Argenta-Portomaggiore, non poteva far altro che diminuire le ore di lezione. E’ stato costretto insomma, a ridurre di 10 minuti la durata della presenza in classe degli allievi e insegnanti dell’istituto di via Matteotti ad Argenta. Una scelta indispensabile per consentire ai giovani pendolari di tornare a casa con il treno. In un primo momento, era stata messa a disposizione l’aula magna, una soluzione che è durata ben poco e così dal prossimo 7 gennaio, tutti a scuola con orari ridotti.
la scelta
«Vede – tiene a precisare il preside - prima, con degli sforzi e con qualche adattamento compresi alcuni consigli, la situazione era sotto controllo e gli studenti tornavano a casa in un’ora accettabile questo perché le coincidenze con le corriere funzionavano».
D’improvviso, però, ricorda Borciani,, durante l’anno scolastico e quando le famiglie «si sono organizzate, il cambiamento d’orario dei treni, che provoca uno sconquasso perché le coincidenze sono saltate. Gli studenti pendolari dovrebbero uscire troppo anticipatamente rispetto ai loro compagni e per di più interrompendo la lezione, Oppure aspettare in un posto che non offre accoglienza: la stazione non è presidiata ed è al freddo. Quella di Argenta non offre tutte queste possibilità di passare il tempo e quindi arrivano a casa ad un’ora troppo avanzata e non riescono a fare i compiti o altre attività o comunque tornano a casa quando i loro compagni che hanno scelto di andare a Lugo o Ferrara sono già nelle loro abitazioni. È paradossale».
il danno
Un istituto delle superiori come il Montalcini, che raccoglie giovani lungo tutto l’asse ferroviario Ravenna-Ferrara e anche dalla provincia di Bologna, non può, quindi, permettersi di perdere studenti solo perché, dopo anni e anni di certezze ferroviarie, vengono cambiati gli orari dei treni.
«Tutto questo è un danno per le famiglie, per i ragazzi ma anche per l’istituto, che si vede svantaggiato quanto non ce n’è motivo – precisa il dirigente Borciani -. Non si capisce perché la scuola di riferimento del territorio debba sia costretta a diventare scomoda da raggiungere e disagevole».
Quindi la decisione dell’istituto di fare «questo cambiamento d’orario forzato sperando che sia provvisorio. Sinceramente - spiega il preside -, noi un po’ speriamo che sia stata una svista e quindi che ci sia un adeguamento. L’amministrazione comunale e quella provinciale, oltre ai dirigenti scolastici si sono mossi con noi e ci stanno sostenendo. Davvero speriamo che questa sia una situazione provvisoria. Ma intanto, in corso d’anno scolastico, ci siamo dovuti inventare questo riadattamento che francamente non mi piace». —
Giorgio Carnaroli
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