Uteco, fine di un’era Liquidazione coatta per i progettisti coop
La richiesta a febbraio, ora la nomina del commissario Patrimonio netto negativo di quasi 750mila euro
È stata una delle più importanti realtà ferraresi nel campo della progettazione, firmando molte delle grandi opere negli anni d’oro della cooperazione, soprattutto nei decenni Ottanta e Novanta. Ma a partire dal 2012 la Uteco (Ufficio Tecnico Cooperativo) si è scontrata con le crisi incrociate del mondo della cooperazione e del settore dell’edilizia, una combinazione micidiale che ha finito per compromettere la stessa sopravvivenza dell’azienda.
La richiesta
Risale a febbraio la richiesta al ministero del Lavoro da parte della Lega delle Cooperative di ammettere la Uteco alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, ma il successivo rivolgimento politico con le elezioni del 4 marzo e il lungo periodo di “gestazione” del nuovo governo hanno procrastinato i tempi di una decina di mesi e solo il 10 dicembre è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del Ministero della nomina del commissario liquidatore, il commercialista Alberto Lodi.
L’insolvenza
Una decisione inevitabile, quella della richiesta al Ministero di aprire la procedura di liquidazione. Dal 2012 l’azienda ha conosciuto un progressivo e inarrestabile declino. Nei tempi d’oro la Uteco aveva contato anche una quarantina di dipendenti, oggi negli uffici dall’aria un po’ dimessa di via Gulinelli, ne è rimasta meno di una decina.
Dal 2011 al 2013 la media del personale tecnico si assestava attorno ai 20 dipendenti, con una contrazione costante. Nel 2012 la capacità economico finanziaria risultava essere di un milione e mezzo di euro, ma nel giro di alcuni anni la Uteco è passata a uno stato di insolvenza. Nel decreto del Ministero del Lavoro del 10 dicembre scorso, si legge che la situazione patrimoniale della società cooperativa al 31 marzo 2018 evidenziava «una condizione di sostanziale insolvenza, in quanto a fronte di un attivo circolante di 784.331,61 euro si riscontrano debiti esigibili entro l’esercizio successivo di 2.269.973,53 euro e un patrimonio netto negativo pari a meno 748.552,68 euro». Cifre che hanno reso inevitabile l’apertura della procedura di liquidazione coatta amministrativa.
Il passo successivo è stata la nomina, il 27 novembre tramite estrazione a sorte, del commissario liquidatore e la comunicazione ufficiale alla Uteco due settimane più tardi, con l’emanazione del decreto ministeriale che chiude una pagina storica dell’economia e della cooperazione ferraresi. —
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