La Nuova Ferrara

Ferrara

Boccata d’ossigeno per i pescatori Arrivano i soldi per il fermo

Boccata d’ossigeno per i pescatori Arrivano i soldi per il fermo

Sbloccate le risorse necessarie a indennizzare i marinai Ma il dito è puntato sulla richiesta di riduzione delle giornate 

4 MINUTI DI LETTURA





PORTO GARIBALDI. Sbloccate dal governo le risorse necessarie ad indennizzare i marinai per il fermo pesca biologico del 2018 e previste risorse ulteriori di sostegno al reddito per i pescatori costretti a sospendere l’esercizio della pesca per cause diverse dal fermo obbligatorio (eventi atmosferici eccezionali, inabissamento dei porti, malattia del comandante che costringe allo stop l’equipaggio).

sospiro di sollievo

A darne l’annuncio ieri, in un comunicato unitario Flai-Cgil, Fai-Cisl, Uila-Pesca, le quali definiscono il provvedimento del governo «una risposta importante per i nostri pescatori, che garantiscono complessivamente 16 milioni di euro al settore, di cui 11 per indennizzare il fermo obbligatorio».

La novità rilevante consiste «nell’aver riconosciuto – spiega Vadis Paesanti, presidente regionale di Federcopesca/Confcooperative –, oltre ai fondi per l’indennizzo del fermo pesca anche i 5 milioni di euro per il cosiddetto fermo non obbligatorio. Ci sarà infatti un ammortizzatore sociale in più, per lavoratori ed imprese, quando, si dovrà sospendere l’attività per diverse ragioni, al di fuori del periodo di fermo biologico». «Questo provvedimento – aggiunge Paesanti – equipara il mondo della pesca agli altri settori produttivi, che già beneficiano di questo indennizzo».

Il decreto interministeriale, firmato nella serata del 31 dicembre scorso, è stato colto con favore anche da Patrizia Masetti di Agci Agrital Pesca, la quale conferma come «le nostre cooperative e tutte le marinerie italiane attendevano da giorni, con il fiato sospeso. Ora non resta che attendere la pubblicazione del testo e presentare le istanze».

il fondo aggiuntivo

Il fondo aggiuntivo, pari a 5 milioni di euro stanziato dal Governo «rappresenta un grande risultato per una misura strutturale, che la legge di bilancio 2019 renderà ancora più corposa, grazie ad un finanziamento, che il Governo ha confermato la settimana scorsa in Senato».

Mentre anche le organizzazioni sindacali auspicano «un futuro fatto non solo di divieti per il settore, ma di grandi opportunità», aleggia ancora un’incognita legata alla richiesta avanzata dall’Unione Europea, per introdurre sostanziali modifiche dello sforzo di pesca, in termini di riduzione delle giornate di attività.

Per tutelare il settore, già provato da lunghe stagioni di crisi con calo del pescato, l’Alleanza delle Cooperative Italiane ha chiesto ed ottenuto un incontro a Roma, che si svolgerà martedì 8 gennaio prossimo. «Dall’Unione Europea ci è stato chiesto di diminuire le giornate di pesca a strascico – prosegue il presidente regionale di Federcopesca Vadis Paesanti – e in caso di inottemperanza da parte dell’Italia, verrebbe negata l’autorizzazione a spendere i soldi del fermo pesca 2018 ma anche del 2019 e del 2020. Una cosa per noi inconcepibile, gravissima, a cui porre rimedio al più presto».

l’incontro

All’incontro nella capitale parteciperanno tutti i rappresentanti regionali di Federcoopesca, legaCoop, Lega Pesca ed Agci Agrital, «per contestare questo provvedimento con un documento unitario – conclude Paesanti –. Si tenga conto che in un anno le giornate di pesca sono non più di 164, senza contare le incognite del meteo. Il settore va tutelato e non penalizzato» Caro gasolio, con il prezzo del carburante per i pescherecci a 70 centesimi al litro, manutenzione ordinaria e straordinaria, tasse, spese per i marinai sono voci che gravano interamente sugli armatori, ma «nella nostra zona – spiega Pino Luciani, pescatore ed armatore –, i consumi sono maggiori perché ci sono vincoli e divieti del poligono di tiro di Foce Reno a Casal Borsetti e le aree interdette alla pesca attorno ai vivai di cozze e vongole. Dobbiamo compiere percorsi più lunghi in mare e a questo si aggiunge un altro problema, il freddo. Il pesce comincia a scarseggiare».

Alcuni pescherecci (quelli più grandi) sono in possesso di abilitazione alla navigazione sino a 20 miglia, ma la gran parte di quelli della marineria locale non può spingersi oltre le 6 miglia, per non incappare, oltretutto, in multe salate, con decurtazioni di punti nella licenza di pesca. «Il pesce, soprattutto le canocchie – prosegue Luciani – con il freddo si inabissa nei fondali più profondi, dove la temperatura è più elevata in inverno, perché trattengono il calore estivo e quindi noi in questa stagione purtroppo peschiamo sempre meno, mentre i prezzi al mercato sono in aumento». La necessità di robusti ammortizzatori sociali è recepita da tutte le componenti del settore pesca come l’ancora di salvezza, per evitare il tracollo. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google