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Gioco d’azzardo e ludopatia in crescita nei paesi dell’Unione

Franco Corli
Gioco d’azzardo e ludopatia in crescita nei paesi dell’Unione

Aumentano le persone colpite dalla patologia che ha effetti sulle famiglie Il Servizio dipendenze dell’Asl è al lavoro per limitare le conseguenze

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COPPARO. Il gioco d’azzardo e la ludopatia, dicono le cronache, sono fenomeni allarmanti. Colpiscono molte persone anche nel territorio dell’Unione Terre e Fiumi.

L’obiettivo degli operatori dei servizi pubblici è evitare problematiche economiche, stati depressivi e tentati suicidi, abuso di alcol o sostanze. Di recente a Tresigallo e Formignana ci sono stati incontri informativi con volontari. Cosa fare dunque? Si può chiamare o presentarsi direttamente al SerD dell’Asl, servizio deputato al trattamento delle dipendenze da e senza sostanze, e fissare un primo colloquio di accoglienza per valutare la situazione attuale e le eventuali strategie da adottare.

piena riservatezza

Il servizio è gratuito e si può accedere, in riservatezza, senza impegnativa del medico. Al SerD si troveranno psichiatri, psicologi-psicoterapeuti, assistenti sociali che possono prendersi cura della persona e seguirla in un percorso terapeutico-riabilitativo verso il ripristino di un equilibrio individuale sano e funzionale, cioè orientato al benessere dell’individuo.

A Copparo, c’è un punto d’informazione Gap (acronimo che sta per Gioco d’Azzardo Patologico) alla Casa della Salute “Terre e Fiumi”, in via Roma 18.

l’aiuto indispensabile

Nella cura del gioco d’azzardo patologico la famiglia ha un ruolo importante: è la prima ad accorgersi “che qualcosa non va” e successivamente a ricercare aiuto. È molto difficile riuscire a risolvere da soli tale patologia, soprattutto quando la dipendenza da gioco è divenuta totalizzante e pervasiva. Pertanto è fondamentale chiedere aiuto a specialisti che possano accompagnare e sostenere il giocatore nel complesso percorso di cura. Come già detto questa patologia è curata dal Servizio delle dipendenze patologiche dell’Asl, il quale si occupa sia del giocatore che del suo nucleo famigliare.

Vi sono differenti tipologie di intervento sulle famiglie dei giocatori (terapie individuali, famigliari e di gruppo); a Ferrara sono attivi due gruppi di giocatori (con cadenza settimanale) e un gruppo di famigliari che si incontrano regolarmente due volte al mese. Il gruppo ha l’obbiettivo principale di fornire uno spazio di ascolto e supporto per contenere i gravi disagi che il nucleo famigliare deve affrontare quotidianamente nel lungo percorso di cura. Negli incontri si affrontano aspetti inerenti gioco e legalità, riflessioni sul concetto di malattia e dipendenza, considerazioni sull’importanza delle relazioni affettive e ripristino di ruoli adeguati e definiti nel nucleo familiare.

Importanti anche la comprensione dei fattori che portano alla dipendenza da gioco, la focalizzazione su obiettivi realistici, il recupero di modalità efficaci di comunicazione permettono il cambiamento dei rapporti. —

Franco Corli

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