Savonarola, il restauro non è un’eresia Con l’Art Bonus interventi sulla statua
Il monumento simbolo della ferraresità prossimo a subire un’analisi di diagnostica vegetale preludio ad un successivo lavoro più profondo
la storia
Chissà se e quando il povero frate Hieronimo (al secolo, Girolamo Savonarola) troverà un po’ di pace. Mica tanta, solo un po’. Non fossero bastati l’arresto, la tortura, l’impiccagione ed il rogo – nel maggio del 1498, a Firenze – ecco che ancor oggi deve subire tormenti assortiti. Tanto per non andare lontano: qui a Ferrara la sua statua è recentemente passata prima dall’essere amputata di due dita poi al finire addobbata con la sciarpa della Spal, per festeggiare una delle numerose e fresche imprese della Beneamata, fino al furto della stessa. Una profanazione, quest’ultima, di uno dei simboli della ferraresità.
gli interventi
Nulla al confronto di ciò che il Savonarola (o meglio, il suo monumento) andrà a patire da qui a poco: un’analisi di diagnostica vegetale. O mamma mia. Detta così sembra qualcosa di tremendo. Calma: si tratta semplicemente di un’indagine per stabilire quali sono gli elementi di degrado che affliggono la statua, che campeggia nell’omonima piazza. Il monumento necessita di interventi, ma non si può redarre un progetto di restauro senza prima conoscere i mali. Ecco dunque che il Comune, avvalendosi del credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (il cosiddetto Art Bonus), ha deciso di stanziare 3. 050 euro per procedere alla citata analisi di diagnostica vegetale. Il Savonarola soffre per microalghe ed altro e necessita di un restauro che potrà essere effettuato solo quando sarà totalmente chiara la tipologia dei vari elementi di degrado che caratterizzano il monumento. Fin da ora appare comunque evidente che i lavori sulla statua del Savonarola saranno meno difficili rispetto a quelli effettuati su quella dell’Ariosto, perché non ci sono problemi strutturali. Verrà allestita un’impalcatura che ingabbierà il Savonarola, lasciato comunque al suo posto per essere sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Responsabile del procedimento è stato nominato l’architetto Natascia Frasson, dirigente del servizio Beni Monumentali del Comune. E tutto dovrebbe essere svolto entro il 2019.
dalle origini a oggi
Naturalmente non è la prima volta che si va a lavorare sulla celebre statua. Francesco Scafuri, responsabile dell’ufficio Ricerche Storiche del Comune, ieri ci diceva: «Può essere utile ricordare che la statua vene realizzata dallo scultore centese Stefano Galletti. Il monumento al Savonarola, alto quasi 7 metri, venne inaugurato il 23 maggio 1875 – nell’anniversario dell’eccidio del frate –, nonostante fosse stato collocato nel proprio sito già parecchio tempo prima. Durante la Seconda Guerra Mondiale una bomba causò varie scheggiature al dorso ed amputò l’avambraccio e la mano sinistra, oltre a danneggiare un lembo del manto. Furono così necessari due restauri, nel 1946/47 e nel 1950». «Il restauro successivo – prosegue Scafuri – avvenne nel 1992, quando si dovette anche affrontare il complesso intervento di rifacimento di alcune dita della mano sinistra del frate asportate durante un atto vandalico avvenuto in precedenza. Infine, nel 2008 si intervenne, tra l’altro, sulla mano destra del Savonarola per la ricostruzione di due dita: nel gennaio di quell’anno un teppista, arrampicandosi sulla statua, cadendo l’aveva parzialmente deturpata».
corsi e ricorsi
Da notare che nel 1498, nel bruciare sul rogo, un braccio del Savonarola si staccò, e la mano destra parve alzarsi con due dita dritte. Non è... eresia parlare della simbologia dei corsi e ricorsi storici. –
Paolo Negri
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