Vendite promozionali proibite: segnalazioni e rischio di stangate
Il conto alla rovescia per la stagione dei saldi è già cominciato, domani a Ferrara e in tutta la Regione inizia ufficialmente la corsa all’affare, ma in qualche caso la partenza è stata “ufficiosa” attraverso la formula delle vendite promozionali. Forse gli interessati però non sanno che questo anticipo può costare anche molto caro, visto che c’è una delibera regionale, la 1804 del 2016, che vieta espressamente le vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti l’avvio dei saldi, e per i trasgressori le sanzioni sono salatissime, da un minimo di 516 euro fino a stangate da 3.096 euro.
L’Ascom nell’annunciare l’apertura dei saldi aveva già puntato il dito contro i furbetti delle vendite promozionali, spiegando di aver ricevuto segnalazioni di qualche commerciante che aveva trasgredito alla regola e aveva messo in atto vendite promozionali nel periodo vietato.
«Al mio ufficio sono arrivate un paio di segnalazioni - interviene l’assessore comunale al Commercio Roberto Serra - che ho provveduto a girare alla Polizia commerciale incaricata di eseguire i controlli. La delibera regionale è molto chiara, e i commercianti dovrebbero esserne informati da anni, e tenerlo presente, per non incorrere in sanzioni anche piuttosto onerose».
Non tutte le categorie merceologiche peraltro rientrano nelle norme indicate dalla delibera. A essere coinvolti sono l’abbigliamento, le calzature, la biancheria intima, agli accessori di abbigliamento, la pelletteria e i tessuti per l’abbigliamento e l’arredamento. Così come bisogna specificare che ci sono sistemi e formule che consentono di offrire prodotti a prezzi ribassati prima dell’avvio dei saldi senza incorrere nell’illecito. Si tratta, per fare un esempio, delle tante Fidelity Card adottate da negozi e catene commerciali e che consentono ai titolari l’accesso a sconti e promozioni. «Le regole ci sono - prosegue Serra - se poi c’è chi adotta politiche diverse senza incorrere nell’errore non ci sono problemi. Ma va detto in ogni caso - conclude - che in una città come Ferrara le violazioni alle norme sulle vendite promozionali sono molto contenute, e da parte dei commercianti c’è una correttezza di base diffusa». —
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