Villa romana sepolta «Va recuperata lo prescrive l’Unesco»
Ci sono i resti di una villa romana nella zona di via Canapa, coperta da nemmeno un metro di terreno con tanto di «fosse di discarica pubblica», e il Comune «ha recintato l’area archeologica dentro la discarica». Fatti successi negli anni Ottanta, scrive in un’interpellanza Ilaria Morghen (M5s), sui quali bisogna intervenire, anche perché «l’area archeologica, inglobata nella discarica comunale di via Canapa, è soggetta a vincolo dal 2004», e che «tale prescrizione di conservazione non è stata posta in essere» per 14 anni.
Di qui le richieste di «ripristinare la villa romana così come riportata alla luce dalla Soprintendenza nel giugno 1982 con la rimozione della rigogliosa vegetazione spontanea lasciata crescere sui ruderi»; di «rimuovere dalla fosse di discarica “cenere e carbone”»; e infine di «estrapolare l’area della villa romana dalla recinzione della discarica». L’idea è quella di valorizzare i reperti «nel contesto della città d’arte e cultura patrimonio dell’umanità, per testimoniare un cambiamento considerevole in campo archeologico così come prescritto nel secondo dei dieci punti che l’Unesco ha stabilito per riconoscere a Ferrara il titolo di Patrimonio dell’umanità». —
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