Avis rinnova l’appello ai soci: vaccinatevi contro l’influenza
La campagna per la profilassi ha coinvolto mille iscritti ma l’obiettivo era cinquemila Segnali positivi dalle donazioni: a dicembre sono aumentate
La buona notizia è che sono aumentate le vaccinazioni antinfluenzali tra coloro che hanno programmato la donazione di sangue nel periodo del picco dell’epidemia, tra gennaio e febbraio. Quella meno positiva è che l’appello alla vaccinazione lanciato dall’Avis a tutti i soci ha avuto risultati inferiori alle aspettative.
Vaccinazioni a rilento
«Puntavano ai 5000 vaccinati, siamo arrivati circa a quota mille, anche se i dati non sono ancora definitivi», spiega il direttore sanitario dell’Avis ferrarese, Florio Ghinelli. Da quest’anno il Ministero della Salute ha incluso i donatori Avis tra le categorie aventi diritto alla vaccinazione gratuita, disposizione che in Emilia Romagna era stata introdotta già dieci anni fa. Nonostante questo, ribadisce Ghinelli, la quota di donatori vaccinati resta molto bassa, il 10%.
Per prevenire i problemi riscontrati l’anno scorso in regioni come il Veneto, la Lombardia e il Piemonte per l’alto numero di donatori resi indisponibili dall’influenza, l’Avis ferrarese aveva avviato fin dall’autunno una campagna di sensibilizzazione su tutto il territorio provinciale, con incontri serali nelle varie sezioni, per invitare i donatori a eseguire la profilassi. «Siamo stati da Codigoro a Cento, da Mezzogoro a Mirabello e anche a Renazzo con la collaborazione della Fidas. Siamo riusciti ad aumentare il numero di vaccinati, ma non basta. C’è da dire che se al momento un milione di italiani è a letto con l’influenza, il picco vero e proprio è atteso per la fine di gennaio, e c’è ancora tempo per fare la profilassi».
Un freno non indifferente, prosegue Ghinelli, è stata la difficoltà a reperire il siero, per esaurimento scorte.
Donazioni in ripresa
Sul fronte delle donazioni, invece, si registra una tendenza positiva: «In dicembre sono tornate a crescere anche se non siamo riusciti a colmare del tutto il divario di 400 donazioni in meno rispetto all’anno scorso. Speriamo che l’andamento di dicembre rappresenti l’inizio di una ripresa», conclude Ghinelli.—
A.M.
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