Due anni e tre mesi di carcere all’amico di Igor e Pajdek
Provvedimento del Tribunale di Rovigo per il 37enne Bejzaku autore di vari furti La sua abitazione era diventato un covo criminale e magazzino per le refurtive
BERRA. La sfilza di reati è lunghissima anche se probabilmente è conosciuto soprattutto per essere amico di Igor, il quale è stato ospitato nella sua abitazione di Berra. Ma per alcuni dei reati compiuti, in particolare nel territorio rodigino, il 37enne Afrim Bejzaku di origine serbo-montenegrina è finito in carcere a Ferrara.
L’altro giorno i carabinieri della stazione di Berra hanno infatti eseguito un provvedimento del Tribunale di Rovigo, emesso dalla Procura della città rodigina in seguito alla condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione. Bejzaku è finito a processo per una serie di reati commessi gli scorsi anni in provincia di Rovigo. Per questo motivo il 37enne (peraltro già nonno nonostante l’ancor giovane età) adesso si trova alla Casa circondariale cittadina.
amicizie “pesanti”
A casa della famiglia Bejzaku (a Berra vi sono due nuclei famigliari) sono passati un po’ tutti, visto che era una sorta di covo e quartiere generale dove custodire ed immagazzinare la refurtiva di mezza provincia. A casa sua, come detto, il 37enne avrebbe ospitato anche Igor Vaclavic, ancora quando non era conosciuto come Norbert Feher, il pluriomicida. Non a caso, il serbo-montenegrino è conosciutissimo negli atti giudiziari, anche quelli consultati da anni su un altro caso di cronaca nera importante nella nostra città, l’omicidio di Pierluigi Tartari e le rapine compiute dalla banda Pajdek, altri elementi amici di Afrim Bejzaku.
il primo arresto
Anche nella nostra provincia la sfilza di reati commessi da Bejzaku è lunghissima. Il primo episodio risale addirittura a dieci anni fa, quando Bejzaku fu arrestato una prima volta per furto di ferro e rame compiuto la notte del 10 ottobre in una ditta di Anzola Emilia, in provincia di Bologna. Cosa curiosa: allora Bejzaku (arrestato con un complice) era traduttore e consulente per le procure di Ferrara, Bologna e Modena. Allora per il pregiudicato residente a Berra ci fu la prima carcerazione nella struttura di via Arginone.
il furto di corrente
Risale invece allo scorso mese di febbraio l’altro reato compiuto nel nostro territorio. Bejzaku è stato denunciato per furto (certamente una sua specialità) ma in quel caso insolito, di energia elettrica. Un furto emerso dopo le indagini attivate dalla stazione carabinieri di Berra, insieme a personale tecnico dell’Enel.
Bejzaku è stato denunciato alla Procura ferrarese perché si era abusivamente allacciato alla rete di fornitura di energia elettrica: lo aveva fatto bypassando il contatore che gli era stato bloccato dall’Enel addirittura quattro anni prima, ovvero l’8 febbraio del 2014. L’allacciamento abusivo era stato effettuato da Bejzaku collegando due cavi elettrici direttamente alla rete di fornitura dell’Enel che, a seguito dei controlli sui consumi, ha potuto accertare e stimare che il proprio danno è stato in tutti questi anni di 6mila euro.
A Bejzaku erano già stati tagliati gli altri servizi, primo fra tutti quello di erogazione del gas metano per il riscaldamento. Dunque nella casa dove abitavano i due nuclei familiari, si faceva largo uso di elettrodomestici - in particolare di caloriferi elettrici -, in quanto l’abitazione è priva di riscaldamento a metano per il taglio da parte dei fornitori e la soluzione più facile è stata quella di non pagare neppure l’energia elettrica. —
Davide Bonesi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
