Regalo, Festa ma non per tutti «Abbiamo lavorato meno»
Il presidente Giatti: penalizzati dal blocco delle auto e dalla struttura adottata Gallerani, segretario provinciale Anva: «Le casette sono un disastro»
Ancora due giorni poi gli stand del Consorzio Festa del Regalo che da dicembre hanno vivacizzato il Listone con le loro proposte diversificate, chiuderanno i battenti.
j’accuse
Il bilancio, però, complessivamente non è stato del tutto soddisfacente, come ha dichiarato il presidente Maurizio Giatti: «A dire il vero abbiamo lavorato meno dell’anno scorso perché durante i giorni feriali in piazza non c’era gente. Poi ci sono stati i blocchi delle auto, proprio nei giorni festivi. E se da noi le auto non circolano, evidentemente le scelte degli utenti ricadono sui Centri Commerciali che oltretutto sono riscaldati ed hanno un’infinità di negozi. Anche i turisti si sono fatti desiderare perché li abbiamo visti molto tardi; insomma, una serie di motivazioni che insieme alla struttura che siamo stati costretti ad adottare, più le 8 tavole per disabili che noi abbiamo dovuto predisporre, ci hanno fatto lavorare meno dell’anno scorso. Io ho uno stand con articoli natalizi, presepi tradizionali, che fortunatamente vanno ancora molto bene, come le decorazioni: tutti articoli legati a questo periodo e per questo richiesti».
Il malcontento sulle “casette”, belle esteticamente ma non funzionali, è però quasi generale; anche Luca Gallerani, segretario provinciale Anva, concorda nel ritenerle inadatte alle nostre condizioni metereologiche: «Se c’è vento, se c’è la nebbia... se poi piove è un disastro; la gente si bagna, anzi non viene proprio; se invece è ferma davanti alla bancarella e passano i camioncini o i furgoni e persino le biciclette, rischia; insomma vanno bene solo con le giornate di sole. Quello che ci ha aiutato invece è stato il mercato del venerdì, giorno feriale considerato morto, che invece si è popolato di tante persone ».
voci discordanti
«Noi siamo qui per il primo anno – ha dichiarato John, della Piadineria, proveniente da Quartesana – per cui non ho un metro di paragone con quello che avrei potuto guadagnare l’anno scorso. Per come sono andate le cose, direi che sono contento; in fondo, alla gente piacciono le piadine farcite come spuntino ma anche come cena leggera».
Pure Michele e Paolo dello stand “Sol de Montalto”, che arrivano da Trento e sono a Ferrara per la prima volta, hanno proposto il loro vin brulè dall’ingrediente misterioso che è molto piaciuto e quindi sono soddisfatti.
La cultura non ha subìto cambiamenti rispetto al passato e gli incassi sono nella media ma sempre inferiori rispetto a quando c’era la vecchia struttura; le proposte librarie hanno privilegiato la serie dei calendari andati a ruba mentre per le letture non c’è stato un libro di punta ma le preferenze sono andate ai testi con ricette. —
Margherita Goberti
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