Aree inquinate, tornano i monitoraggi Saranno indagati anche i pozzi di Ponte
A Nord l’argilla preserva da esalazioni pericolose, ma concentrazione e movimenti dell’acqua al Cvm vanno tenuti d’occhio
Ripartono i monitoraggi delle falde inquinate attorno alla città. Non solo il Quadrante Est, l’unico per il quale ci sia una bonifica in corso, ma anche la zona di via del Lavoro (Quadrante Ovest) e l’intera Pontelagoscuro (Quadrante Nord) tornano nel mirino dei tecnici del Comune. Via libera dunque ad un nuovo piano riaperture pozzi e nuovi piezometri della durata di tre anni, «che escluda in primo luogo eventuali rischi sanitari». Altro non si può fare, data «l’impossibilità a risalire ad uno o più responsabili» per quanto riguarda gli inquinamenti a Ovest e Nord.
La storia
Gli inquinamenti sono stati scoperti nel decennio scorso, si tratta di «contaminazioni storiche causate da passate lavorazioni industriali e dalla presenza di ex discariche» si legge nel progetto di monitoraggio, per il quale è stata bandita una gara da 63mila euro. In via del Lavoro la vicenda venne a galla nel 2004 per via della costruzione di un grosso insediamento residenziale, e lì vennero scoperti «composti organo alogenati nella falda acquifera con base situata tra i 15 e i 18 metri da piano campagna», che si muoveva in direzione sudest. A Ponte ci furono indagini di Unife e Comune dal 2003 al 2007 sulla concentrazione di Cvm nelle falde, con chiusura di pozzi privati compreso quello del Centro anziani. Il Quadrante Est fu setacciato a fondo, a causa dell’insediamento dell’asilo tra due vecchie discariche: anni di indagini hanno «escluso il rischio sanitario ed è tuttora in corso un intervento di messa in sicurezza» dell’area.
Gli interventi
A Ovest, nel quadrilatero compreso tra via Modena, via Turchi, Po di Volano e ferrovia, gli ultimi monitoraggio che risalgono al 2016-17 hanno confermato una situazione invariata. La nuova tornata di controlli riguarderà acque di falda e aria interstiziale, con tre campagne a cadenza annuale per le acque e seri campagne semestrali per i gas, cioè eventuali vapori tossici di solventi clorurati. Per questi ultimi sarà sicuramente necessario realizzare 4 nuovi punti di monitoraggio, il 90% dei campioni sarà realizzato dalla ditta vincitrice e il 10% da Arpae.
A Pontelagoscuro ci sarà l’impatto più importante, in quanto da indagare è l’intero sottosuolo dell’abitato della vecchia Ponte. È bene ricordare, come sottolinea anche il progetto monitoraggio, che grazie «ad u n importante strato argilloso saturo sopra il tetto del primo acquifero in pressione, non sussiste rischio sanitario». Però i movimenti delle acque inquinate vanno tenuto d’occhio, per «intraprendere, ove necessario, gli opportuni interventi»: negli ultimi campionamenti il flusso era diretto verso Sud e la concentrazione del Cvm era «in diminuzione, evidenziando la degradazione del composto», per cui si monitoreranno anche etano ed etene. Tornano quindi sotto la lente «tutte le 41 porte dei 5 piezometri multiliivello presenti sul sito, e le acque dei 13 pozzi per attingimento acqua», che verranno analizzati interamente da Arpae. Tra il 2002 e il 2004 erano state emanate ordinanze per chiudere questi pozzi, 2 di proprietà pubblica (orto anziani e campo sportivo) e 11 di proprietà privata: per questi ultimi sarà effettuata una ricognizione preliminare anche «per verificare e coordinare l’accessibilità alla proprietà».
Lista record
La lista più lunga di sostanze da monitorare è nel Quadrante Est, con 18 metalli, 5 organici aromatici, 9 clorurati cancerogeni tra i quali il Cvm, e 6 non cancerogeni; poi tre alifati cancerogeni e 10 idrocarburi policlici. Anche qui si dovrà capire la concentrazione, dove sono diretti e il rischio vaporizzazione in atmosfera. —
Stefano Ciervo
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