Dune spianate, il Cum presenta un altro ricorso
massenzatica. Consorzio Uomini di Massenzatica contro Comune di Mesola: il duello è destinato a ripetersi nelle aule di giustizia, sulla questione delle dune fossili spianate. Questo perché il Cum ha presentato ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tar dell’Emilia Romagna, nell’estate del 2017, gli aveva dato torto disponendo un rimborso di 18mila euro all’amministrazione comunale.
Sentenza unica, per tre distinti ricorsi: i primi due contro l’ordinanza di fine 2010 che intimava al Consorzio di ripristinare le dune che erano state abusivamente spianate e l’ultimo per annullare i vincoli di tutela e i limiti agli interventi di ripianamento e di movimento inseriti dal Comune nel Regolamento edilizio. Vincoli troppo rigidi, secondo il Consorzio, e in contrasto con la normativa regionale che favorisce l’agricoltura: una tesi bocciata dal Tar che ha invece riconosciuto come pienamente legittima, anzi dovuta, la tutela delle dune “di valore storico documentale e paesistico” mappate dalla Provincia, come quelle di Massenzatica.
La ruspa era pronta ad entrare in funzione già all’inizio del 2009, quando il consorzio presentò una Dia per “significativi movimenti di terra mediante spianamento per uniformare il piano campagna” e per risposta ottenne un secco “no” da parte del Comune, basato sul parere negativo della Provincia. Un “no” che però fu ignorato. Il Consorzio andò avanti con il suo progetto, spianando ciò che non avrebbe potuto toccare. E poi da sanare, con spese a carico.
Ora il ricorso del Cum al Consiglio di Stato e al Comune di Mesola: non è restato altro, qualche settimana fa, che affidare l’incarico legale agli avvocati Gianfranco Berti e Sarah Pantanali. —
F.T.
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