In agriturismo è meglio Ma non tutti sorridono
La formula ha sempre maggior appeal e il trend è stato confermato Le aziende intorno alla città hanno lavorato bene, meno quelle verso la costa
Vacanza in azienda agricola durante le festività natalizie e di fine anno. La formula ha sempre maggiore appeal sulle famiglie e anche quest’anno il trend è stato confermato; oggi si sceglie di trascorrere in agriturismo anche il 25 dicembre, superando così il tabù del Natale fuori casa e la conseguente partenza di Santo Stefano.
tanti stranieri
I turisti stranieri sono i protagonisti della domanda di vacanze in agriturismo, rappresentano infatti il 47% degli arrivi e mediamente il loro soggiorno è più lungo di quello degli italiani. «Le articolazioni del movimento di ospiti verso le aziende agrituristiche hanno certamente caratteristiche peculiari, legate alla particolarità delle attrattive turistiche storico-architettoniche e del contesto rurale – afferma Paola Pedroni, presidente provinciale Agriturist e proprietaria dell’agriturismo “Lama di Valle Rosa” a San Martino –; gli agriturismi intorno alla nostra città hanno lavorato bene e per tutto il periodo delle festività. In questo periodo i miei clienti sono soprattutto stranieri, perché coniugano il piacere di una location a due passi dalla città ai molti comfort, soprattutto la grande piscina coperta, plus che per loro fa la differenza. Il turista straniero apprezza molto l’accoglienza familiare e il contatto con la natura che l’agriturismo offre. I clienti giunti dall’estero conoscono ed apprezzano già il nostro Paese e scelgono Ferrara perché gioiello del Rinascimento e anche perché a metà strada tra due mete quali Venezia e Firenze».
A Marcella Trivella dell’agriturismo “La Strozza” di Francolino, chiediamo un report sull’andamento nella sua struttura: «Lavoriamo da molti anni con affezionati clienti locali che, anche per il pranzo di Natale, scelgono il nostro agriturismo; i turisti da fuori provincia e gli stranieri, oltre che per le bellezze storico architettoniche della nostra città, hanno scelto Ferrara per le loro vacanze di fine anno per partecipare allo spettacolo pirotecnico dell’incendio del Castello Estense, un evento ormai conosciutissimo anche all’estero».
l’insoddisfazione
Non così bene è andata negli agriturismi vicino al mare; Gabriele Mantovani di “Cà Laura” di Bosco Mesola, pure associato a Confagricoltura Ferrara, non è soddisfatto di come sono andate le festività natalizie: «Due sono i motivi del trend di presenze in calo: la coltre di nebbia che per dieci giorni ci ha attanagliato, rendendo difficili gli spostamenti soprattutto di sera, riducendo l’affluenza di clienti per quanto riguarda la ristorazione, e soprattutto il moltiplicarsi di B&B, spesso improvvisati, che offrono pernottamenti a prezzi stracciati; l’ospitalità agrituristica è tutta un’altra cosa».
Dal report del Centro Studi di Confagricoltura, risulta che la regione col maggior numero di posti letto sia di gran lunga la Toscana (oltre 62mila), seguita a distanza dalla Provincia Autonoma di Bolzano (circa 24mila) e dall’Umbria (23mila). La Toscana totalizza anche il maggior numero di presenze l’anno (poco meno di 4 milioni). In Emilia Romagna sono presenti poco meno di 10mila posti letto in agriturismo, con 386.000 presenze annue, delle quali circa 100.000 da parte di turisti stranieri, con un fatturato prodotto dall’offerta dell’alloggio stimato in 13.500.000 euro. —
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