L’affettuoso saluto a Ettore «Non ha vissuto in un guscio»
I funerali del volontario ed ex presidente 76enne, sempre attento ai più bisognosi Il parroco: «Era un uomo che sapeva aprirsi agli altri: dava senza chiedere nulla»
ARGENTA. «Il gesto migliore che noi tutti dobbiamo fare è non piangere ma ringraziarlo per ciò che ci ha dato». Questo il passaggio più significativo dell’omelia di don Fulvio Bresciani durante la messa funebre per Ettore Venturini, il 76enne deceduto mercoledì sera in un ospedale della provincia di Forlì.
duomo pieno
Già, ringraziarlo, perché Ettore ha davvero dato molto agli argentani e senza chiedere mai niente. Ha dato e basta. Si è prodigato senza vanto perché l’umiltà era il suo credo. Venturini era in prima fila sul fronte del volontariato, nello sport, verso i bisognosi e i deboli. E così tanta gente non è voluta mancare al suo funerale.
Il duomo, ieri mattina, era pieno come la notte di Natale. Una presenza silenziosa, attenta. Presenti, ricordando il loro presidente, gli atleti che dalla serie D portarono l’Asa basket in C. Testimonianze d’affetto giunte dagli alpini, di cui Ettore era aggregato, e anche da poliziotti della Questura di Ravenna dove la figlia presta servizio. Persone che si sono strette attorno alla moglie Anna e alle figlie Simone ed Elena in un lungo abbraccio.
«era un ottimista»
«Ma abbiamo proprio bisogno di credere dove collocare Ettore? – si è chiesto don Fulvio ad inizio omelia –. Ciò che ha dato lo sappiamo ma in realtà lui ha fatto di più. Ricordate che il bene che Ettore ha dato è molto di più di quello che la morte ha tolto. Possiamo immaginare quanto è successo in 76 anni? Certo, invece, ognuno di noi sa, che è stato un uomo che ha saputo aprirsi agli altri».
Il prete poi, dopo aver ricordato che il suo ritorno ad Argenta come parroco è avvenuto dopo 30 anni, ha tenuto a precisare che «lui, Ettore, era ancora lì, dove l’avevo lasciato e non certo chiuso nel suo guscio. Ricordiamoci sempre – ha concluso il prete – che la morte non può portarci via quello che lui ha fatto e per questo starà qui con noi, in un’altra dimensione».
Sconvolta ma facendosi forza, la figlia Simona al microfono ha parlato del padre, «era una persona ottimista, è stato un privilegio essere state le sue figlie».
Un altro ricordo davvero sentito è giunto da Fabrizio Pacifici, presidente della fondazione “Aiutiamoli a Vivere” di cui Ettore ne è stato un sostenitore instancabile.
E a proposito dei suoi giovani atleti oggi 40enni, ai quali Ettore ha dato l’anima, Riccardo Gulinelli lo ha ricordato in questo modo: «Mi hai sempre incoraggiato, sostenuto e spinto a dare il massimo, senza mai accontentarmi. Sei stato un punto di riferimento per tutti, il nostro presidente. Grazie di tutto Ettore, ti ricorderò sempre con affetto; buon viaggio». —
Giorgio Carnaroli
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