L’ultimo saluto a Pastore il professore dal cuore grande
I familiari più stretti, i tanti colleghi, gli amici ma soprattutto i suoi pazienti Che ne hanno ricordato disponibilità e generosità nei confronti di chi soffriva
In una chiesa addobbata per le feste di Natale, la corona di fiori bianchi sulla bara del professor Antonio Pastore (a cui ieri nella chiesa di San Giorgio è stato dato l'ultimo saluto), aveva quasi perso quella tristezza che accompagna le cerimonie funebri .
«Mio fratello - ha ricordato Michele anche a nome dell'altro fratello Riccardo e della sorella Annalisa - era il re dell'allegria e della fiducia nella vita, che lo ha strappato troppo presto a tutti noi. Solo la sera del 24 dicembre eravamo tutti riuniti a casa sua, con nuore e nipoti ed eravamo felici. Lui stava benissimo, poi all'improvviso l'altro ieri tutto è finito in poche ore».
Antonio Pastore era molto conosciuto a Ferrara per aver svolto prima all'ex ospedale “Sant’Anna” e poi a Cona la professione di medico dirigendo del reparto di otorinolaringoiatria.
Per questo, oltre ai famigliari, ed oltre al sindaco Tiziano Tagliani, c'erano tantissimi colleghi che hanno condiviso con lui un percorso caratterizzato da successo e considerazione soprattutto dei pazienti che hanno avuto in lui non solo il medico ma la persona attenta. Lo ha ricordato durante l'omelia, don Marino parroco di San Martino che ha officiato il rito funebre insieme a don Renzo parroco di San Luca e a don Vittorio parroco di Quartesana dove Pastore risiedeva. «Antonio ereditò dalla madre la dolcezza e la tenerezza, e dal padre l'eticità; alle sue capacità intellettuali e professionali infatti associò sempre un fattore umano straordinario unitamente ad una assoluta disponibilità verso gli altri; fu anche umile poiché al suo ruolo di professore unì quello di “allievo“ sempre pronto ad imparare ed a perfezionarsi. Nonostante ciò, la sua famiglia veniva prima di tutto e si preoccupava profondamente del futuro dei suoi figli. Il mosaico della vita Antonio l'ha completato e lo ha lasciato a noi perché ne seguiamo l'esempio».
Don Marino ha ricordato anche la sua profonda fede e per questo ha terminato l'omelia elevando a Dio una preghiera.
«È stata una persona straordinaria, buona e generosa, specialmente con gli ammalati», ha ricordato l’amico Antonio Fortini, mentre il professor Alberto Liboni ha sottolineato di lui la giovialità e l'ottimismo.
«Oltre all'ospedale abbiamo condiviso anche una vacanza alle Maldive ed il mio ricordo di Antonio sarà sempre vivo». Così per Riccardo Zavatti che quando ricoprì il ruolo di direttore delle Farmacie comunali ed aprì il Centro per l'aerosol di viale Krasnodar ebbe proprio da Pastore molti utili consigli. Ma le parole più dolci, affettuose e commosse le ha pronunciate al termine della cerimonia la nipote Chiara figlia della sorella Annalisa: «Ciao zio, sono contenta perché ora non ho nulla da dirti di più di quanto non ti abbia già detto quando eri con noi. Te ne sei andato molto in fretta; il sole splendeva dopo quelle ore di angoscia che abbiamo vissuto negli ultimi istanti della tua vita ma tu eri in quella luce ed ora sempre con noi». —
Margherita Goberti
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