La Nuova Ferrara

Ferrara

dati istat 

Strade ferraresi più pericolose Ben 40 morti nell’ultimo anno

Paolo Negri
Strade ferraresi più pericolose Ben 40 morti nell’ultimo anno

La cifra è la più alta dal 2009: A13 e Romea detengono il record di sinistri 11,08 decessi ogni 100mila abitanti, il doppio rispetto alla media nazionale

3 MINUTI DI LETTURA





Dal 1998 allo scorso 31 dicembre sono state ben 1.235 le persone decedute a causa di incidenti stradali verificatisi nel territorio ferrarese. Una cifra veramente impressionante, la media - in questo lasso di tempo - è di quasi 59 morti all’anno.

cifre a confronto

Riferendosi al solo 2018, i decessi nel Ferrarese sono stati 40: si tratta del numero più alto dal 2009 a oggi, lo stesso in verità già toccato nel 2015 e nel 2016.

D’altra parte, le cifre collocano Ferrara in una triste posizione d’alta classifica. Basti pensare che in base ai dati Istat Italia e UE del 2015, i decessi per ogni 100mila abitanti vedono Ferrara a quota 11,08: in Emilia Romagna sono 7,33; in Campania 4,03; in provincia di Napoli 2,77, in Ital

ia 5,56; nei Paesi dell’UE 5,1 con 4,2 in Germania e Irlanda, 3,5 in Spagna, 3,2 in Danimarca, 2,8 in Svezia e Inghilterra. Insomma, un confronto sostanzialmente impietoso per il nostro territorio.

Tutti questi dati sono stati elaborati da Luigi Ciannilli, già presidente del Comitato per la sicurezza stradale “F. Paglierini”, che si è soffermato in dettaglio sul bilancio del 2018. Lo studio evidenzia la pericolosità delle singole strade. O, almeno, indica una precisa mappatura degli incidenti mortali. Il record è detenuto dall’autostrada A13 e dalla Romea, con tre incidenti mortali a testa. Da notare poi che ben otto sinistri si sono verificati in territorio argentano, mentre nel comune di Ferrara sono stati undici.

statistiche

Ci sono poi statistiche molto particolareggiate. L’età media delle persone decedute nel 2018 a Ferrara e provincia è di 54,60 anni. I numeri parlano di 33 uomini e 7 donne. Tra le vittime si contano 16 automobilisti, 9 motociclisti, 5 ciclisti, 4 trasportati, 3 pedoni ed 1 camionista, 1 furgonista ed 1 trattorista.

Da notare che nessun incidente si è verificato di ritorno da una notte trascorsa in discoteca.

In undici casi sulla dinamica degli incidenti ha influito anche la condizione non ottimale delle strade (assenza di guard rail, canale non protetto, buca nell’asfalto, assenza di pista ciclabile...).

Ci si rende ben conto, alla luce di tutto ciò, che non è esagerato parlare di “stragi” stradali. Tra l’altro, i dati del 2018 - come dicevamo - sono stati i più alti degli ultimi dieci anni. Come porvi rimedio? Come ridurre tale indice?

responsabilizzazione

Gli appelli alla prudenza ed alla massima attenzione non basteranno mai. Serve una massima responsabilizzazione individuale, al pari di programmi di educazione stradale portati nelle scuole ed in tutti i centri di aggregazione. Certo, molto è stato fatto, la mostruosa cifra di 102 morti nel 1998 (ed i 99 del 2000) si è per fortuna considerevolmente abbassata, ma non ci si può sicuramente accontentare. Così come è parallelamente indispensabile la massima messa in sicurezza di tutte le sedi stradali.

Ma, ripetiamo, resta principalmente fondamentale il ruolo di ogni singolo automobilista, il suo massimo rispetto per il codice stradale, l’attenzione che va posta alla guida. Pensando possibilmente anche agli altri e non solo a se stessi. —

Paolo Negri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google