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Turista salvata dal finanziere L’ex comandante Bernabei: «Non mi arresi e non morì»

Katia Romagnoli
Turista salvata dal finanziere L’ex comandante Bernabei: «Non mi arresi e non morì»

Nell’estate del 2011 la rianimazione di una bagnante ai Lidi L’ufficiale: in quei momenti si trovano energie fuori dall’ordinario 

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il ricordo

«Non poteva e non doveva finire lì in spiaggia la sua vita, in una giornata d’estate. Ho solo fatto quello che ogni essere umano farebbe per salvare un altro essere umano. Non mi attribuisco il merito di essermi buttato per salvare quella ragazzina, perché chiunque lo avrebbe fatto in una simile circostanza, ma quello di aver proseguito le manovre rianimatorie a lungo, benché in tanti sulla spiaggia mi esortassero a smettere, perché era cianotica e non respirava più. A darmi ragione è stata la mia testardaggine e la ragazza si è salvata». Il nome di Fulvio Bernabei, ex comandante provinciale della Guardia di finanza di Ferrara, è anche immancabilmente legato ad una vicenda che, nell’estate del 2011, ha lasciato tutti con il fiato sospeso sulla spiaggia di Porto Garibaldi.

dramma sfiorato

Solo lo scatto fulmineo in acqua, la rapidità nel trascinare a riva una giovanissima turista, di nazionalità cinese, residente nel Modenese e, subito dopo la messa in atto della respirazione bocca a bocca e del massaggio cardiaco, consentono di parlare di un dramma sfiorato e di un lieto fine.

«Quella domenica mattina stavo passeggiando sulla battigia - racconta il brigadiere Giacomo Sfameli, all'epoca in servizio nel comando provinciale della Guardia di finanza di Ferrara - quando ho incontrato il mio comandante. Ci siamo salutati, abbiamo cominciato a conversare e siamo stati allertati dalle grida di alcuni turisti. Lui ha trascinato a riva la ragazza, praticando subito le manovre di primo soccorso, senza quell’intervento la turista sarebbe morta».

E con la ragazzina il rapporto è rimasto con scsambio di auguri e saluti negli anni a seguire.

Bernabei, poi premiato dal prefetto e dai sindaci di Comacchio e di Codigoro, non era al suo primo salvataggio in mare: «Provengo da una città di mare, Pescara - ricorda Bernabei, ora colonnello in servizio al comando delle unità speciali a Roma - e da ragazzino avevo fatto il bagnino durante la stagione estiva. Mi è successo anche ad Ancona, nel 2004, di salvare due persone che stavano annegando, tra cui il bagnino colto da malore. In quei momenti, si trovano energie di cui si disconosce l'esistenza». —

Katia Romagnoli

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