La corsa al treno degli studenti. Dieci minuti valgono un’ora
Le ferrovie hanno cambiato l’orario della fermata e il preside dell'istituto Montalcini “chiude” prima. I pendolari: «Dobbiamo fare in fretta: almeno riusciamo a salire anche se quasi al volo»
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ARGENTA. Ore 12.40 di ieri: all’istituto Montalcini di Argenta suona la campanella. Per la prima volta tutti gli studenti escono anticipatamente dall’istituto di via Matteotti su disposizione del preside Francesco Borciani.
Cambio orari
Il cambio degli orari dei treni disposto dall’Ente ferroviario dal 9 dicembre, ha costretto il dirigente scolastico a ridurre l’orario delle lezioni di 10 minuti per consentire così agli studenti soprattutto di Portomaggiore, Voghiera e dintorni, di salire sul treno e tornarsene a casa anziché aspettare un’ora in stazione e al freddo. Dunque, ore 12.40 e il nutrito gruppo di studenti, di tutte le età, sia del Liceo scientifico che dell’Ipsia, non hanno nemmeno il tempo di salutare che velocemente imboccano via Matteotti, piazza e via Garibaldi, via Roma per giungere in stazione: totale 842 metri da cancello a cancello. Il treno da Ravenna arriva in stazione ad Argenta alle 12.49 e riparte due minuti dopo. I ragazzi hanno al massimo 10-11 minuti per uscire e speditamente recarsi in stazione e poi andare sul secondo binario.
Le reazioni
Ma cosa ne pensano gli studenti della decisione del preside Borciani. Le prime ad arrivare col fiatone sono due ragazze di Portomaggiore: Laura e Michelle. «La decisione? Ha fatto bene il preside altrimenti avremmo dovuto aspettare un’ora giusta». Passano pochi secondi arriva tutto l’ondata di studenti che corrono sulla piazzala del secondo binario.
«Sicuramente ci ha favorito – dice Gaia – ma abbiamo dovuto correre»; «È una buona scelta – aggiunge Martina – anche se abbiamo corso, sicuramente meglio che arrivare a casa alle 14». Jessica, anche lei di Portomaggiore, aggiunge «Sono d’accordo con la scelta che ha fatto il preside anche perché saremmo arrivati a casa davvero troppo tardi. Certamente non avrebbero dovuto cambiare gli orari perché così subiamo disagi non indifferenti». Francesco Pollastri, pur vedendo il treno arrivare in lontananza, ben volentieri e con estrema chiarezza dice «è una scelta che ci agevola parecchio in quanto ci fa arrivare a casa prima. Non abbiamo il disagio di trovare un trasporto che sia auto o autobus supplementare a quello che abbiamo pagato per l’abbonamento del treno. È comunque una toppa direi discutibile».
Affermazione quest’ultima condivisa anche dagli amici presenti.
Ore 12.51 e il treno riparte con il suo carico di studenti. Giovani che hanno corso senza problemi perché la giornata di sole lo ha permesso: ma in caso di pioggia o neve, in 10/11 minuti riusciranno a percorrere 842 metri? —
Giorgio Carnaroli
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