Processo Carife “salvo” Prescrizione ritardata e sentenza a febbraio
È una corsa contro il tempo, sul fil di lana, la sentenza del processo crac Carife-aumento di capitale, ormai alle battute finali. Dopo quasi quattro anni tra indagini e dibattimento, venerdì prossimo la procura (pm Longhi e Cavallo) chiuderà e chiederà il conto con le richieste di condanne, sintetizzando il lavoro svolto con la Guardia di finanza che ha portato ad accusare 12 tra ex dirigenti e amministratori della Carife, epoca 2011, quando la banca propose e raggiunse un aumento di capitale da 150 milioni, ritenuto una grande truffa: il tutto tradotto nel codice penale coi reati di falso in prospetto, aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza e bancarotta patrimoniale. Protagonisti del processo, oltre ad accusa, imputati e difese, le oltre 2500 parti civili, gli azionisti che sottoscrissero azioni e altri risparmiatori che hanno visto azzerati i propri soldi investiti nella banca. Protagonisti che già alla vigilia della conclusione del processo possono contare su una certezza: non vi sarà nessun rischio prescrizione che tuttavia pende sull’intero processo, poiché nel corso del dibattimento, da questa estate ad oggi, i giudici hanno bloccato i termini con varie sospensioni della prescrizione, non ultima la pausa tra metà dicembre ad oggi che permetterà di far ritardare la prescrizione dopo la metà di febbraio, quando cancellerà reati ed eventuali condanne. Il principio della corsa contro il tempo è tutta qui: emettere una sentenza prima della cancellazione dei reati che potrebbe (in teoria) avvenire anche il giorno dopo. E allora, non è una sentenza inutile? No, assolutamente: poiché permetterà alle parti civili, i risparmiatori truffati, comunque di avere un pronunciamento da far valere poi in sede processuale civile, chiedendo danni e attivando un processo per risarcimento. Questo ciò che volevano i legali del risparmiatori, che da qui al prossimo mese assisteranno prima alla requisitoria di venerdì, quindi si succederanno le parti civili e le difese. Poi i giudici (presieduti da Vartan Giacomelli) emetteranno la sentenza, in zona Cesarini, ai primi di febbraio. —
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