La Nuova Ferrara

Ferrara

portomaggiore  

Sconti di pena e archiviazioni per la tragedia del poligono

Annarita Bova
Sconti di pena e archiviazioni per la tragedia del poligono

In attesa dell’udienza preliminare gli avvocati hanno avanzato le loro richieste Per il titolare dell’attività sportiva si punta alla messa in prova ai servizi sociali

2 MINUTI DI LETTURA







Il 10 gennaio del 2016, alle 9.55 del mattino, il poligono di tiro di Portomaggiore va a fuoco. Nel rogo muoiono tre persone: Lorenzo Chiccoli, 73 anni, pensionato e cacciatore di Masi Torello; Paolo Masieri, 47 anni, fornaio di Portomaggiore; e Maurizio Neri, 66 anni, di Borgo Sant’Anna, piccola frazione del Comune di Masi Torello.

Un caso dai contorni drammatici, che si appresta ad entrare nel vivo nei suoi risvolti processuali.

l’udienza preliminare

Mercoledì 16 gennaio, dopo tre anni, è stata fissata la data dell’udienza preliminare per le quattro persone imputate: madre, padre e figlio Ghesini (difesi dall’avvocato Elisabetta Stabile), gestori della struttura, e il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli (difeso dagli avvocati Fabio Anselmo e Carlotta Gaiani), accusato di aver «consentito, tollerato o non impedito la gestione» del poligono.

i gestori

In questi giorni i legali si stanno muovendo su piani diversi. L’avvocato Stabile ha già fatto richiesta nei mesi scorsi di procedere con rito alternativo per Fabio Ghesini, titolare dell’attività nonché figlio di Stefano Ghesini, segretario dell’Asd Poligono, e Paola Rubbi, madre e moglie, tesoriera dell’associazione sportiva. Per i genitori è stata chiesta l’archiviazione.

Fabio Ghesini ha invece chiesto di patteggiare. L’idea dei legali sarebbe quella, considerato anche il comportamento tenuto dal ragazzo sia nell’immediatezza del fatto che durante le indagini, di puntare sull’affidamento in prova al servizio sociale ed anche se le bocche sono cucite rispetto agli anni eventualmente patteggiati, per ottenere l’applicazione della misura alternativa la pena deve essere inferiore ai quattro anni. Con il patteggiamento la pena viene ridotta di un terzo e tenuto conto appunto della collaborazione, del fatto che è incensurato ma anche, sottolinea l’avvocato, della sincera contrizione manifestata per la tragedia, Fabio Ghesini potrebbe vedere riconosciute una serie di attenuanti generiche ed ancora, dunque, la riduzione di un terzo. della pena

In questi giorni il pubblico ministero che si occupa della vicenda dovrà dunque decidere se accettare o meno le richieste.

il sindaco

Diversa la posizione di Nicola Minarelli. L’avvocato Fabio Anselmo non ha ancora sciolto la riserva.

Per il sindaco di Portomaggiore potrebbe dunque essere chiesto il patteggiamento oppure il primo cittadino, per cercare di dimostrare la sua non colpevolezza, potrebbe affrontare tutte le fasi del processo e, quindi, in questo caso trovarsi come unico imputato nell’udienza del 16 gennaio. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google