Vendita recidiva di alcol ai minori, stangato il minimarket
Il negozio di via Armari gestito da un cittadino bangalese resterà chiuso 90 giorni. Sanzione da 666 euro. Un ragazzino si era sentito male al College dopo aver bevuto whisky
FERRARA. Quando gestiva il minimarket di via Ariosto, nel febbraio e nel giugno di quest'anno era finito nei guai per aver venduto alcol ai minorenni, e il negozio per ben due volte era stato chiuso con provvedimento del Questore per violazione all'articolo 100 del Testo unico di pubblica sicurezza. Il titolare, un cittadino bengalese, ha così cercato di "riciclarsi" presentando al Comune di Ferrara, attraverso uno studio professionale, la domanda per una nuova Scia, aprendo un altro minimarket in via Armari. Ma la nuova licenza non ha cancellato le brutte abitudini, e l'uomo è di nuovo incappato in un provvedimento di chiusura, sempre per aver venduto alcolici ai ragazzini. E visti i suoi precedenti, dopo i controlli della polizia amministrativa il questore ha disposto una chiusura di 90 giorni (il negozio potrà riaprire solo l'8 aprile) con una sanzione amministrativa pari a 666,67 euro per aver venduto una bottiglia di whisky a minori di anni 18. Sanzione raddoppiata perché recidivo.
Il malore
Tutto era cominciato sabato 22 dicembre nella discoteca College di via Arianuova, dove un ragazzino si era sentito male. Il personale addetto alla sicurezza sussidiaria si era immediatamente accorto delle condizioni del giovane e aveva subito allertato la Polizia di Stato, che subito aveva inviato sul posto il personale della Divisione Amministrativa consegnando il giovanissimo alle cure del padre.
Nei giorni seguenti il personale della Squadra Amministrativa ha effettuato i necessari accertamenti per capire chi avesse fornito l’alcol al minore, appurando che il ragazzino e il gruppo di amici che lo accompagnavano, prima di entrare al College si era fermato al minimarket di via Armari transitando in questa Via Armari si erano fermato nel minimarket gestito da un cittadino bengalese e facendo una colletta erano riusciti a comprare una bottiglia di whisky, nonostante il divieto di vendita di alcol ai minori. Il superalcolico era stato poi bevuto sotto un portico di piazzetta Roversella, lontano da occhi indiscreti.
Le indagini
Le informazioni acquisite hanno consentito ai poliziotti di appurare che il minimarket il 7 dicembre precedente aveva presentato, attraverso uno studio professionale, una nuova Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Suap (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di Ferrara indicando come nuovo gestore dell’esercizio commerciale un cittadino bengalese già conosciuto alla Divisione Amministrativa.
I precedenti
Guarda caso lo stesso fino a qualche mese prima, era titolare della Scia relativa al minimarket di Via Ariosto. E sempre il medesimo commerciante, per vendita a minorenni, aveva subito già altri due provvedimenti di chiusura ex art. 100 TULPS emessi dal Questore nei mesi di febbraio e di giugno 2018. Non è andato quindi a buon fine, il suo presunto cambio di titolarità, di fatto peggiorando la situazione. In pratica l’attuale gestore nel giro di appena 11 mesi, si è reso responsabile in più occasioni della vendita di alcolici a minori provocando intossicazioni da alcol, in alcuni casi particolarmente pericolose. In questo caso, il tentativo di eludere la reiterazione delle vendite illecite, circostanza che dà la possibilità al Questore di applicare le restrizioni di cui al decreto di sicurezza del 2017 (cd. Decreto Minniti) non ha avuto gli effetti sperati dal vecchio gestore.
La stessa Questura di Ferrara in una nota sottolinea che "il provvedimento in questione viene adottato con riguardo alla tutela dei cittadini e della sicurezza in senso ampio, particolarmente rivolta ai minori giacchè l’abuso di alcol mette a serio rischio la loro vita, soprattutto quando l’assunzione di superalcolici avviene da parte di ragazzi di appena 15 o 16 anni".
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