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Il gazebo del bar prende fuoco: paura per i proprietari

Annarita Bova
Il gazebo del bar prende fuoco: paura per i proprietari

«Stavamo dormendo quando siamo stati svegliati dal suono dell’allarme». Forse una sigaretta lasciata accesa nel posacenere

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BOSCO MESOLA. «Abbiamo sentito l’allarme e quando ci siamo affacciati alla finestra le fiamme arrivavano quasi al primo piano». Ha la faccia stanca e ancora sconvolta la titolare del bar Pino a Bosco Mesola: il tendone in plastica che chiude lo scoperto dell’attività, così come sedie e tavolini sono andati a fuoco nel cuore della notte tra lunedì e martedì e solo il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha impedito che andasse distrutta anche parte del bar.

«Abbiamo chiuso alle 22.30, come ogni sera e siamo saliti in casa. Abitiamo proprio qui sopra al bar e prima di andare a dormire ci siamo affacciati per l’ultimo controllo ma era tutto a posto».

A parlare è la titolare nel Pino, una donna di nazionalità cinese che porta avanti l’attività assieme al marito. «Abbiamo sentito un rumore strano, saranno state le due o le tre di notte e anche odore di fumo. Ci siamo affacciati e le fiamme arrivavano quasi alle nostre finestre. L’aria era irrespirabile, abbiamo subito chiamato i vigili del fuoco». A bruciare il gazebo in plastica posizionato sullo scoperto, con all’interno sedie e tavolini. La parte in plastica si è sciolta in pochi minuti, tutta l’attrezzatura è danneggiata e del gazebo è rimasto solo lo scheletro.

«Non riusciamo davvero a capire cosa sia successo – continua la donna – in otto anni di attività non è mai capitato nulla, nemmeno un principio di incendio capace di farci sospettare qualche malfunzionamento o pericolo. La cosa strana è che a prendere fuoco è stato proprio il tendone in plastica in una notte di gelo».

Il gazebo è chiuso su tre lati. Dal quarto lato, che è quello che dà sull’entrata del bar, il tendone si apre per permettere ai clienti di entrare e uscire. Molto probabilmente qualcuno si è accomodato ai tavolini nonostante le temperature e il buio e forse ha anche fumato qualche sigaretta, per poi andare via e lasciare nel posacenere la cicca accesa. Può darsi che le fiamme siano partite proprio a causa della disattenzione oppure, ma l’ipotesi resta molto remota, potrebbe trattarsi di incendio doloso.

Tanto gli inquirenti quanto i proprietari ed anche il sindaco Gianni Padovani tendono ad escludere che il fuoco sia stato appiccato apposta, si pensa più ad un incidente. I titolari gestiscono l’attività da diversi anni e non avrebbero mai avuto alcun tipo di problema. Adesso però bisogna capire chi è entrato all’interno di un’attività privata comunque chiusa ed ha causato l’incendio seppure senza intenzione.
 

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