Sant’Anna, l’appello ai medici «Fate ulteriori straordinari»
Carradori: situazione presidiata e con 17 posti in più in vista del picco influenzale Difficoltà nel reperire i dottori, per questo si chiede il ricorso all’attività aggiuntiva
«La situazione è presidiata, siamo nel pieno sfruttamento delle risorse disponibili, ma non c’è emergenza per ora all’ospedale Sant’Anna».
Il direttore generale Tiziano Carradori fa il punto della situazione nella struttura ospedaliera di Cona, dopo che si è verificato un accumulo di ricoveri e di accessi al pronto soccorso negli ultimi giorni, creando un effetto saturazione che ha fatto suonare un campanello d’allarme. Nel 2018 gli accessi al pronto soccorso sono stati 4mila in più rispetto all’anno prima.
Periodi più critici
«L’ospedale di Cona – dice il direttore - si conferma un punto di riferimento della provincia e sono in questi periodi succede che le normali disponibilità vengono più facilmente saturate e le strutture del territorio presentano una minore ricettività, con un andamento dei ricoveri che segue la stagionalità invernale. Abbiamo avuto nel periodo festivo, dal 28 dicembre all’Epifania, un rallentamento della capacità ricettiva delle struttura e un conseguente rallentamento delle dimissioni protette. Ci sono ovviamente problemi legati ala struttura demografica del territorio con perso ne sole e anziane e forme di assistenza complesse. Stiamo dando una costante informazione su quello che avviane all’interno dell’ospedale, le misure per contenere i periodi emergenziali le abbiamo adottate dall’estate».
Per Carradori non c’è alcun rischio di blocco del pronto soccorso, in quanto non si bloccherà mai.
Nuovi posti letto
«Adesso – spiega il direttore del Sant’Anna - abbiamo potenzialità ulteriori per attivare nuovi 17 posti letto in caso di bisogno, con il personale disponibile attraverso il reclutamento che abbiamo già fatto per gli infermieri, stiamo riscontrando difficoltà di reclutamento del personale medico e nei prossimi giorni dovremmo essere nelle condizioni di reggere un eventuale urto. Adesso ci sono posti letto, ma dobbiamo pensare in prospettiva e siamo attrezzati. Il problema dei medici è che non ci sono sul mercato quelli con i titoli necessari per essere assunti. Ci sono molti medici laureati ma non in possesso della specialità che è una condizione per prestare servizio negli ospedali pubblici».
Appello ai medici
In attesa di trovare i medici con le caratteristiche ospedaliere, l’azienda chiede ai medici già in servizio di svolgere attività integrativa nei limiti della normativa e per far questo occorre trovare medici a sufficienza per garantire un turno. Siano pronti ad affrontare l’emergenza influenzale con i 17 posti letti previsti dal piano. A fine 2017, 11,5 persone su mille erano state colpite dall’influenza, alla fine del 2018 solo 4,23 su mille. Situazione a rischio, ma Carradori è convinto: «Con l’aiuto dei colleghi medici siamo pronti ad affrontare la prossima emergenza». —
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