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Cimitero devastato Le telecamere per bloccare i vandali

Fabio Terminali
Cimitero devastato Le telecamere per bloccare i vandali

Sorveglianza rafforzata con un’installazione permanente Il sindaco: «Questi gesti abietti e incivili vanno fermati» 

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rovereTO. Poco più di un mese fa si era alzata forte l’indignazione per la devastazione – solo l’ultima di una serie, peraltro – del cimitero di Rovereto: tombe sfregiate, lapidi prese a martellate, fiori e vasi rovesciati. L’azione dei vandali, che hanno agito senza alcun riguardo per la memoria dei defunti e il dolore dei parenti, aveva provocato anche una manifestazione guidata dal sindaco Andrea Marchi e dal parroco, don Ricardo Linares, molto partecipata dai cittadini.

Ora si passa ai fatti, sulla base dell’installazione di due videocamere, una mossa pensata come deterrente nei confronti di chi non trova niente di meglio da fare che profanare un luogo importante come il cimitero.

Dell’intervento si occuperà Delta Web, la società partecipata dal Comune di Ostellato che già gestisce la videosorveglianza delle principale strade di accesso di tutto il territorio comunale. Le telecamere saranno posizionate in corrispondenza dei pali della pubblica illuminazione esistenti lungo la strada di accesso al cimitero; saranno connesse, tramite tecnologia radio, alla centrale operativa della polizia municipale. La spesa per i lavori di manutenzione straordinaria è di 2.440 euro; trova copertura all’interno del bilancio 2018 dell’amministrazione comunale e viene finanziata con oneri di urbanizzazione.

«In pratica – spiega il sindaco Marchi – rendiamo permanente la telecamera che fino a ora era mobile. Un intervento comunque importante, con l’obiettivo di scoraggiare i vandali». Posizionata davanti all’ingresso del camposanto, la telecamera era già presente in occasione dei recenti atti vandalici, tuttavia i malintenzionati erano riusciti a farla franca, evidentemente eludendo il controllo della fotocellula. Ora si spera in un cambio di marcia.

Tornando alla fiaccolata dei cittadini organizzata pochi giorni dopo l’ultima “bravata”, Marchi in quella circostanza era stato particolarmente duro. «Il nostro è un grido silenzioso per dire che siamo uomini – aveva concluso così l’iniziativa il primo cittadino di Ostellato, davanti alla propria comunità –; la comunità civile e religiosa insieme mostra di riconoscersi nei valori di convivenza pacifica e di civiltà contro gesti empi, abietti ed incivili». —

Fabio Terminali

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