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L’edilizia va e serve sabbia Aumentano le estrazioni

L’edilizia va e serve sabbia Aumentano le estrazioni

Nella cava sul paleoalveo del Po a Settepolesini sono stati scavati nel 2018 circa 16mila metri cubi in più di materiali rispetto al 2017

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BONDENO. L’attività estrattiva nella cava di Settepolesini prosegue ininterrotta dal 1980 e da sempre rappresenta una sorta di “termometro” per poter misurare l’andamento dell’attività edilizia, che si basa anche sull’utilizzo della sabbia estratta dalla cava.

Un’attività regolata dal Piano Infraregionale delle attività estrattive e dal Piano attività estrattive, passato quest’ultimo anche in consiglio comunale. E nell’anno da poco concluso si è registrato nella cava di Settepolesini un ulteriore aumento di materiali estratti: circa 16mila metri cubi in più rispetto al 2017. Cifre che confermano la ripresa dell’edilizia evidenziata ieri sulla Nuova dai dati di Unioncamere.

PIANO COMUNALE

Il Pae comunale ha suddiviso le potenzialità estrattive riferite a Settepolesini in un milione e 703mila e 648 metri cubi, complessivamente. Un quantitativo ripartito in due quinquenni. La Società di Escavazione Inerti (Sei) che attualmente svolge l’attività estrattiva a Settepolesini ha una convenzione che scadrà il 30 novembre del 2022. Come ogni anno, è stata asseverata dal Tribunale di Ferrara la perizia giurata sui quantitativi di inerti che sono stati estratti. Tra il 30 novembre 2017 e il 12 novembre scorso, tali materiali estratti sono stati quantificati in 60mila e 849 metri cubi, di cui 58mila e 692 di sabbia. Un aumento rispetto a quanto certificato l’anno precedente. quando la perizia ha quantificato in in 44mila e 568 metri cubi il materiale raccolto.

IL CONTRIBUTO

Proprio sul quantitativo di materiale scavato vengono calcolati anche gli oneri che l’azienda deve versare agli enti territoriali. La perizia approvata dal Tribunale di Ferrara e acquista dal Comune di Bondeno contiene anche gli oneri da corrispondere agli enti territoriali. Calcolati in base alle tariffe stabilite dalla Regione, ed anche in base ad una riduzione del 10% sul totale per gli oneri di esercizio. Fatti che quantificano in circa 36mila e 976 euro la somma da versare entro il 31 dicembre scorso al Comune. Una cifra che sarà in parte trasferita alla Regione stessa per la parte di competenza (pari al 5%) ed alla Provincia per un 20% del totale. Lo scorso anno gli oneri dovuti dalla società erano stati fissati in 31mila e 197 euro. —

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