Preoccupa la crisi dei negozi «Ma non dobbiamo mollare»
L’assessore al commercio dopo le saracinesche abbassate conferma l’impegno del Comune per non lasciare senza servizi gli abitanti dei paesi
La chiusura dell’unico negozio di alimentari di Dosso e del ristorante pizzeria Formula 1, hanno lasciato l’amaro in bocca a molti abitanti della frazione di Terre del Reno che in quelle due attività avevano imparato a trovare nel corso degli anni un punto di riferimento. Del resto sia Il Punto, minimarket situato di fronte al campo sportivo, sia il Formula 1 avevano sulle spalle una storia ultra decennale e da lì erano passate, almeno una volta (ma spesso di più) intere generazioni di dossesi. Ora il Comune sta organizzando un mercato settimanale che si svolgerà in piazza il sabato mattina e che riporterà in centro i generi alimentari di prima necessità. Un modo per sopperire, almeno in parte, alla chiusura del minimarket.
situazione attuale
«Mi è dispiaciuto - spiega il vicesindaco e assessore al commercio, Filippo Marvelli - sapere di queste chiusure. Mi rendo conto dei tempi difficili e sono anche consapevole del poco che l’amministrazione può fare nei singoli casi. Quello che noi possiamo fare invece, è lavorare a livello generale per fare del bene al nostro territorio».
Oltre Dosso, anche Mirabello ha subìto un paio di contraccolpi di non poco conto prima con la chiusura di Tirovino poi con quella di Coccole di grano e dell’osteria delle Sabbie; quest’ultima però solo momentanea per cambio gestione. Sant’Agostino e San Carlo invece, compatibilmente con tutte le difficoltà, resistono abbastanza bene e anzi in corso Roma dovrebbe aprire a breve una nuova attività. «Si tratta di una cartolibreria che - prosegue Marvelli - proporrà articoli di cancelleria e materiali legati al mondo scolastico, libri di testo compresi. Fa piacere incontrare persone che, nonostante tutto, non smettono di provarci».
medio-lungo periodo
Forse la parte più difficile degli ultimi anni per le attività locali non è stato il periodo immediatamente successivo al terremoto, bensì gli anni seguenti. «Dopo le scosse - ricorda Marvelli, già all’epoca tra gli amministratori - c’era molta adrenalina, tutti volevano rialzarsi e fare fronte a quanto accaduto. Poi piano piano si torna alla quotidianità e certe difficoltà riaffiorano o si fanno più pesanti. Quello che noi possiamo fare come amministrazione, è lavorare per rendere migliori i nostri paesi in modo da soddisfare chi già vi abita e magari incuriosire anche nuovi possibili residenti». La nuova scuola di Dosso, il recupero della chiesa locale, il polo sanitario, le nuove piazze e la realizzazione del municipio in corso Roma (edificio che un tempo ospitava le medie) vanno proprio in questa direzione. «Ci vorrà qualche anno ma bisogna crederci. Uno spopolamento dei paesi? Non voglio nemmeno pensarci». —
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