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secondaria di primo grado 

Sondaggio nei paesi per decidere l’orario della scuola

Stefano Ciervo

Succede a Porotto e Fondo Reno, distribuite 365 schede La preside: famiglie in disaccordo sulle lezioni fino alle 17.10

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È forse il primo caso di orario scolastico deciso... per referendum tra gli utenti, attuali e potenziali, cioè le famiglie dei ragazzini già iscritti o che potrebbero frequentare nei prossimi anni. Succede alla scuola media De Pisis, succursale di Porotto, e la scelta da parte della dirigente scolastica non sembra originare dalla smania di sperimentare questa forma di “democrazia diretta”. «Diciamo che vogliamo venire in tutti i modi incontro alle esigenze, molto variegate, delle famiglie di Porotto, salvando così una scuola fondamentale per il territorio» spiega Maria Gaiani. Per arrivare al «sondaggio», come lo chiama la dirigente, del quale saranno tirate le fila già domani, si è passati in effetti per mesi di tira-molla con le famiglie di iscritti, due-tre versioni beta dell’orario per il 2019-20 e, ultimamente, aspre polemiche social tra gruppi di genitori.

la storia

La secondaria di primo grado di Porotto ai tempi della legge Gelmini fu inserita tra le scuole a tempo prolungato, quindi a 38 ore settimanali, con due giorni di lezioni fino alle 17.10. In seguito, a partire dal 2010, venne deciso l’abbattimento di due ore settimanali, con rientri quindi fino alle 16.10. «Negli ultimi anni, da quando sono diventata dirigente - ricapitola pazientemente Gaiani - si sono fatte pressanti le richieste dei genitori che non volevano il sabato scolastico. Abbiamo quindi rimodulato l’orario in maniera da portare a 3 i pomeriggi, sempre con uscita 16.10, a fronte di due mattine fino alle 14.10. Ma anche questo orario non andava bene, tanto da far registrare molte defezioni tra i nuovi iscritti». La dirigente non esagera: l’anno scorso, a fronte di 60 potenziali arrivi dalle quinte elementari di Porotto e Fondo Reno, solo 38 si sono effettivamente iscritti alla De Pisis. Il risultato è stata la formazione di due prime da 19 elementi: di questo passo, è il pericolo ben presente ai vertici scolastici, l’istituto rischia, anche perché il calo demografico già si fa sentire alle elementari.

Come problema aggiuntivo, Gaiani si è trovata a gestire la compresenza nell’edificio di due classi della primaria Franceschini, con l’esigenza di non sovrapporre i turni di mensa e le uscite.

il caos

Di qui la proposta di orario scolastico per l’anno prossimo, «già valutata e condivisa da tutti gli organi scolastici» è la precisazione della dirigente, con il ritorno al passato: due giorni, lunedì e mercoledì come idea di base, con uscita alle 17.10 e gli altri tre a orario normale. Tutto bene? Nemmeno per sogno. «Questa volta hanno protestato i genitori secondo i quali non si possono tenere i ragazzini a scuola fino a tardi, perché poi ci sono i compiti e le altre attività (sport e musica in particolare, ndr) - è sempre Gaiani a parlare - Da un gruppo di famiglie mi è arrivata la richiesta di mantenere l’attuale orario, con tre pomeriggi in uscita alle 16.10».

A questo punto, «pur avendo già espletato tutti i passaggi previsti dalla democrazia scolastica», è arrivata la decisione della dirigente di rivolgersi direttamente a tutti i potenziali utenti.

la scheda

Nei giorni scorsi sono stati dunque inviate lettere tipo scheda referendaria a 365 famiglie di Porotto e Fondo Reno, i frequentanti delle prime due classi della media e quelle delle primarie, con le due proposte di orario sulle quali scegliere: basta una crocetta. «Una follia», c’è chi ha commentato sui social a proposito dell’orario 17.10, e non sono mancate le repliche. Domani è riconvocato il Consiglio d’istituto per tirare le somme. —

Stefano Ciervo

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