Crac aumento di capitale Carife. L'accusa chiede 7 anni per Lenzi e Forin
La procura chiede in tutto quasi 45 anni di carcere per 9 imputati: assoluzione per insufficienza di prove per Teodorico Nanni e Paolo Govoni
FERRARA. La pena più pesante per Sergio Lenzi, ex presidente Carife: 7 anni e 4 mesi. Poco meno, 7 anni per Daniele Forin e altrettanti a Davide Filippini, funzionario tecnico Carife,ritenuto il deus ex machina dell'operazione "criminosa" dell'aumento di capitale, come hanno sottolineato il pm Stefano Longhi e la collega Barbara Cavallo per la procura di Ferrara, chiedendo la condanna dei vertici.
Poi per gli altri imputati pene di 5 anni e 4 mesi a Michele Sette, dirigente Carife, 3 anni a Michele Masini, responsabile di Deloitte & Touche, la società di revisione. Quindi la condanna per tutti i vertici delle banche amiche, CariCesena e Valsabbina Brescia, che parteciparono, per l'accusa, ad uno scambio reciproco di azioni per raggiungere la quota di 150 milioni di euro, innescando la bancarotta partrimoniale per fittizietà del patrimonio: 4 anni e 3 mesi a Spartaco Gafforini (Valsabbina) e Germano Lucchi, Maurizio Teodorani e Adriano Gentili, dirigenti CariCesena.
La ricostruzione della vicenda legata all'aumento di capitale, 150 milioni di euro, raggiunto nel settembre 2011 con un "disegno criminoso messo in atto dagli imputati della dirigenza Carife", ha visto i due pm, Cavallo e Longhi, avvicendarsi nella giornata di oggi, 11 gennaio per oltre sei ore: alle richieste di condanna di 9 imputati al collegio presieduto dal giudice Vartan Giacomelli, per quasi 45 anni di carcere, si aggiungono le due assoluzioni richieste, per la vecchia insufficienza di prove, per Paolo Govoni, nel ruolo di membro cda e dirigente di Carife Sei e Teodorico Nanni, legale rappresentante di Banca Romagna.
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