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L’Unione costretta a fermare l’assicurazione sui furti

Annarita Bova
L’Unione costretta a fermare l’assicurazione sui furti

I sindaci: «Dopo il boom dei primi tempi i cittadini non hanno più aderito» In tre anni si è scesi a meno di 300: il progetto non può andare avanti  

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. Quest’anno niente assicurazione collettiva contro i furti per i residenti nei comuni di Ostellato, Argenta e Portomaggiore. Dopo tre anni di sperimentazione il risultato non è stato quello sperato e il progetto chiude i battenti. «Ma come Unione abbiamo già in cantiere interventi da circa 30mila euro», dicono i sindaco Andrea marchi, Antonio Fiorentini e Nicola Minarelli.

l’assicurazione

Tre anni fa una raffica di furti nelle abitazioni aveva messo in agitazione i cittadini che avevano sollecitato le amministrazioni a trovare soluzioni. Ed in effetti «abbiamo messo in atto quello che è passato come il progetto più innovativo di tutta la Regione, preso come esempio anche da tante altre realtà - spiegano i sindaci - e sinceramente speravamo si potesse continuare».

Ma cosa era stato messo sul tavolo? Con poche decine di euro era possibile per assicurarsi contro i furti in casa. La polizza collettiva come nuovo metodo per rispondere all’emergenza criminalità. La spesa era di 27 euro a famiglia per un anno ed in qualche modo si andava a completare un sistema molto più complesso di vigilanza e video sorveglianza. Quel il problema? Naturalmente per avere un prezzo così conveniente, le compagnie di assicurazione puntano sui numeri dando quota mille come limite minimo: al di sotto non conviene più assicurare. Il primo anno, sulla scia della paura per i continui furti e grazie anche ad una campagna mirata, si è arrivati a circa 900 adesioni e per partire l’Unione dei comuni ha messo la cifra restante, così da dare il via al progetto. E così è stato, con cittadini molto soddisfatti.

cambio di rotta

Il secondo anno le cose non sono andate come previsto. Il calo (per fortuna) di furti in abitazione ha in qualche modo tranquillizzato i cittadini che non hanno più sottoscritto la polizza. Il numero dunque, invece di aumentare così come previsto, ha iniziato a diminuire scendendo più o meno a 500 sottoscrizioni. Per la seconda volta l’Unione ha messo la differenza, credendo ancora nella validità della iniziativa e con grossi sacrifici si è arrivati a coprire i costigarantendo il servizio. Il terzo anno «ci siamo arresi. Il numero era sceso ancora, arrivando a trecento, nonostante le campagna di sensibilizzazione. Evidentemente ai cittadini non interessa e purtroppo non possiamo farci carico di una spesa così grossa. Ecco perché il progetto viene messo in un cassetto per il momento».

le richieste

In un territorio grande come quello dell’Unione, trecento adesioni sono effettivamente poche eppure chi ha creduto ed aderito la progetto nel corso degli anni sollecita i sindaci a ripensarci, «perché comunque si tratta di un servizio importante». «Non ce la facciamo, i costi con un numero così basso sono troppo alti e a quel punto non conviene più la polizza collettiva».

«Io continuo a credere che si tratti davvero di un’idea importante - fa presente Fiorentini - un’occasione per le famiglie perché con meno di 30 euro all’anno ci si può assicurare. Diciamo che non ci rinunciamo, mettiamo solo da parte il tutto». —



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