La Nuova Ferrara

Ferrara

Dosso 

Per la Lamborghini Calor o la vendita o la chiusura

Per la Lamborghini Calor o la vendita o la chiusura

3 MINUTI DI LETTURA





DOSSO. Il gruppo Ferroli dà l’addio alla Lamborghini Calor di Dosso, acquisita nel dicembre 2002. E per lo stabilimento dossese che produce bruciatori, il gruppo veronese non vede possibilità: o cessione o chiusura.

È il verdetto che è scaturito ieri dall’incontro che si è tenuto a Roma, al ministero per lo Sviluppo Economico, sulla situazione del gruppo Ferroli, al quale hanno partecipato, oltre ai vertici dell’azienda e all’assessore regionale Palma Costi, i rappresentanti sindacali di Ferrara e Verona e le Rsu degli stabilimenti del gruppo.

LA TRATTATIVA

Allo stato attuale è emerso che Ferroli ritiene di non avere più spazi di manovra per la Lamborghini Calor. Il gruppo veronese avrebbe in atto trattative per la cessione dello stabilimento, ma non avrebbe fornito dettagli, spiegando, invece, che se la cessione non andrà in porto si dovrà affrontare l’ipotesi chiusura.

Il tema specifico dello stabilimento nel comune di Terre del Reno è stato affrontato dopo la discussione sul piano generale dell’intero gruppo, che vede l’inizio di una fase di sviluppo dopo il triennio 2016/2018 di pesante ristrutturazione e poi di consolidamento.

LA PROTESTA

«Accantonando l’impegno preso da Ferroli nel settembre 2017 al ministero su Lamborghini Calor, che prevedeva la produzione di bruciatori e l’allocazione del polo logistico per l’intero gruppo – hanno spiegato a fine riunione con una nota congiunta Samuele Lodi ed Emanuele Farinelli (Fiom Cgil Ferrara), Sandra Rizzo (Fim Cisl Ferrara) e le Rsu dello stabilimento di Dosso – la direzione ha comunicato l’intenzione di dismettere l’attività anche attraverso, se si creeranno le condizioni, una cessione ad un altro interlocutore del settore».

La scelta, evidenziano sinbdacati e Rsu «risulta essere estremamente grave in quanto non coerente con impegni presi solo 16 mesi fa».

Fim e Fiom, che lunedì terranno le assemblee con i 43 dipendenti dello stabilimento di Dosso, per illustrare quanto emerso nel corso dell’incontro di ieri e definire le prossime iniziative, – «ricercheranno ogni strada utile a mantenere l’importante polo produttivo sia attivandosi con la Regione, presente all’incontro, sia con il fondamentale contributo delle lavoratrici e dei lavoratori». E per i sindacati «non è accettabile una logica nella quale un piano industriale, presentato anche al ministero, venga stravolto senza porsi il minimo interesse per le conseguenze che si riverseranno sui lavoratori».

LA CRISI

Già nell’estate del 2016 la Lamborghini Calor si era trovata nell’occhio del ciclone, con il gruppo Ferroli che, per uscire dal culmine di una crisi aziendale, aveva proposto un piano industriale che prevedeva anche la chiusura dello stabilimento dossese. Solo la trattativa portata avanti al ministero, con il sostegno della Regione, aveva consentito, un anno dopo, di salvare lo stabilimento. Ma lo scorso novembre sono riaffiorati vecchi timori, che hanno portato allo scioperoi dei dipendenti. E oggi lo stabilimento torna in bilico. –

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google