Sparisce dalla chiesa l’album dei morti «Per favore, riportatelo. Dolore immenso»
Mistero a Mesola. Nel libro c’erano le foto dei giovani deceduti e i pensieri lasciati da parenti e amici in loro memoria
la storia
La misteriosa, incomprensibile sparizione di un album fotografico da uno degli altari della chiesa di Mesola, dedicata alla Natività di Maria, ha suscitato un’ondata di indignazione corale, sfociata dapprima in una denuncia per furto nella locale stazione dei carabinieri e subito dopo in un appello alla restituzione dell’oggetto caro a tanti parrocchiani.
l’album
L’album, con copertina e contro-copertina in legno, custodiva da 14 anni le foto di giovani prematuramente scomparsi, strappati all’affetto dei familiari da gravi malattie o da incidenti stradali. Alcune delle immagini erano accompagnate da struggenti dediche, per tener vivi il ricordo ed il legame con i cari defunti. Da martedì sera dell’album non vi è più traccia e in tanti non si danno pace per un gesto ritenuto sacrilego, perché viola il culto dei morti. «Non voglio sapere chi è stato – interviene Ilaria Ferroni, giovane mamma che nel 2013 ha perso l’amata sorella Irene – ma se chi ha commesso il furto è stato preso dal rimorso, ci restituisca l’album, ce lo faccia trovare da qualche parte e lo andremo a recuperare. Quello che si è verificato è un grosso dispetto alla comunità e ai suoi morti».
l’appello
Ilaria Ferroni interpretando il pensiero comune di molti parrocchiani, lancia così un appello alla restituzione dell’album, per il suo valore affettivo intrinseco, coltivando la speranza «che sia stata una bravata di un ragazzino, perché se fosse stato un adulto a compiere il furto, sarebbe una cosa molto grave». Fino al pomeriggio di martedì l’album era esposto in bella vista sul primo altare posto nella navata di sinistra della chiesa, poi un’amica di Ilaria, che si presta a fare le pulizie nell’edificio di culto e che ha perso tragicamente una figlia, alla sera, intorno alle 20.30, al ritorno per un momento di preghiera collettivo, scopre che l’oggetto è sparito.
il mistero
«In giro nessuno sa niente – prosegue amareggiata Ilaria –, qualcuno ha pensato che si tratti di un dispetto, ma la cosa comunque non si spiega e va condannata con fermezza. L’album non conteneva solo immagini di giovani di Mesola, ma anche di Goro, Bosco Mesola e di altre persone scomparse in altre località. Era aperto a tutti».
La chiesa durante il giorno resta sempre aperta a coloro che vogliono raccogliersi in preghiera e all’esterno, nella piazza del castello, sono presenti le telecamere della videosorveglianza. Risposte potrebbero arrivare propri dai filmati dell’occhio elettronico delle telecamere, ma restano la rabbia e l’incapacità di cogliere il significato di un gesto tanto ignobile. «Tempo fa – conclude Ilaria – era stata rubata anche la cornice della Madonnina proveniente da Medjugorje ma qui proprio si fa fatica a capire il perché di un furto di un album di foto con persone decedute». —
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