Addio a Rosaria Savastano, il "giudice gentile"
E' deceduta la presidente del Tribunale di Ferrara, malata da tempo. Colleghi e avvocati con le lacrime agli occhi. Il sindaco: competente, corretta e gentile
FERRARA. La notizia della morte di Rosaria Savastano, presidente del Tribunale di Ferrara, questa mattina 12 gennaio ha colpito tutti coloro che la conoscevano e hanno avuto modo di lavorare con lei. Una delle colleghe ne parla con gli occhi lucidi, senza poi riuscire a trattenere le lacrime: «Era una persona di generosità, gentilezza e disponibilità infinite, fondamentale per il nostro tribunale, come persona e giudice». Commozione e vicinanza e non può che essere così, perchè Savastano non era solo la presidente del tribunale, per tutti magistrati era una di famiglia. Del resto, per lei il tribunale era come fosse casa sua, tanto che i colleghi ricordano che per Natale, a sue spese, organizzava un ricevimento per chiamare magistrati, personale, procuratori, come in famiglia.
In città ha sempre abitato, nonostante nella carriera di 40 anni in magistratura avesse girato per l’Emilia Romagna: a Ferrara aveva studiato giurisprudenza, fatto l’uditore e iniziato a muovere i primi passi nelle aule di giustizia con la toga addosso. E qui era sempre rimasta ad abitare. Da alcuni mesi, si era dimessa dal ruolo di presidente assunto nell’ottobre 2016, per gravi motivi di salute, per una malattia che l’ha portata a spegnersi.
«Era una donna straordinaria, competente, preparata e gentile, molto corretta sotto il profilo professionale - dice il sindaco Tiziano Tagliani - : abbiamo collaborato per il processo Carife, per la sede al Centro Quadrifoglio e c’è sempre stata una grande sintonia, come sindaco e avvocato».
Fissati per martedì prossimo, alle 15.45, nella chiesa del Gesù in via Borgoleoni: a fianco della sua “casa”, il tribunale, e poco lontano da dove abitava con il marito.
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