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Ex Cercom di nuovo sul tavolo Spunta l’ipotesi referendum

Torna in Conferenza dei Servizi  la riqualificazione dell’area Il sindaco: «La mia posizione  resta chiara, prima salute  e ambiente, poi il lavoro»

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COMACCHIO. Torna in Conferenza dei Servizi la riqualificazione dell’area ex Cercom.

Prevista infatti per le prossime settimane la convocazione di una nuova riunione degli organismi tecnici e, spiega il sindaco Marco Fabbri, «mi risulta che verranno affrontati ancora una volta temi prettamente di natura procedurale. Ma contestualmente mi auguro che vengano prodotte e discusse tutte le richieste di integrazioni avanzate, nonché la possibilità per gli enti di esprimersi definitivamente», in particolare sui temi ambientali ed igienico-sanitari.

«Solo in presenza di tali risposte l’amministrazione comunale e la cittadinanza - evidenzia il primo cittadino comacchiese - potranno farsi un’idea compiuta e consapevole sulla questione».

PRIMA SALUTE E AMBIENTE

Ad oggi, ricorda Fabbri, «la discussione è ancora assestata sul livello di comitati e consulenti di parte. La mia posizione rimane chiara: prima la salute e l’ambiente, poi il lavoro».

È stato anche avviato un confronto interno alle associazioni di categoria, compreso il sondaggio dell’Ascom tra i propri iscritti, i cui primi dati sono stati diffusi nei giorni scorsi.

«Credo che il confronto e le consultazioni, come quella di Ascom – prosegue Fabbri - siano sempre iniziative positive, anche se effettuate su un numero così esiguo di operatori del settore. Altresì, non ritengo di condividere le tempistiche di somministrazione dei quesiti, ovvero prima di conoscere i pareri degli enti tecnici, né tanto meno la loro formulazione. Da un punto di vista comunicativo, le tre domande poste, hanno in comune il fatto di non essere “neutre” o, come si dice in linguistica, di essere “marcate”, ovvero poste in forma interrogativa e con costrutti negativi, il cui scopo non è dunque quello di ottenere una risposta, ma di affermare con forza un contenuto».

IL METODO

Il sindaco non è comunque convinto della validità di tali consultazioni, «poco significative, metodologicamente poco scientifiche e - rileva Fabbri - non rappresentative della realtà rispetto all’esiguo campione di riferimento. Ritengo inoltre che l’unica via percorribile, per una eventuale consultazione pubblica qualora venisse ritenuta opportuna, possa essere quella del referendum consultivo previsto dallo statuto comunale e che oggi, per norma statutaria, non potrebbe comunque essere svolto fintanto che non si fossero conclusi i lavori della Conferenza dei Servizi».

Quella espressa, resta «una posizione personale e preliminare – conclude il sindaco - che dovrebbe comunque essere condivisa dal consiglio comunale, il quale ha la responsabilità di esprimersi. Occorre precisare che un eventuale referendum avrebbe comunque scopi esclusivamente consultivi e non decisionali». —

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